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GENTE VENETA | GVNews

Venerdi, 16 Dicembre 2016

Mestrini più fiduciosi, «a Natale spenderemo di più»: l'indagine Confesercenti


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i sono due barlumi di ripresa. Li rilevano i mestrini, interrogati da Confesercenti provinciale di Venezia, tramite l'ormai consueta indagine sui consumi natalizi.

I due segnali di ripresa sono questi: poco più di metà delle 261 persone intervistate a Mestre, tra l'8 e il 13 dicembre scorsi, dicono che gli italiani quest'anno, per Natale, spenderanno un po' di più dell'anno scorso.

E siccome, in genere, quando si parla di come vanno le cose agli altri, si riflette anche come vanno personalmente, è lecito pensare che i cittadini di Mestre percepiscano un certo miglioramento. Lo sottolinea il direttore di Confesercenti Venezia, Maurizio Franceschi: «L'anno scorso meno di un quarto degli intervistati rispondevano convinti che ci sarebbe stata maggiore disponibilità a spendere»

Ed è Franceschi stesso che rimarca quale sia l'altro barlume positivo che emerge dai dati: «Se la maggior parte delle persone che abbiamo sondato dicono che la spesa per regali, a Natale, oscillerà tra 50 e 200 euro, cresce la percentuale di chi ha in mente un budget più alto, fra i 200 e i 500 euro».

Segnali, appunto, di una certa ripresa dei consumi, a monte della quale sta una crisi che morde meno e qualche briciola di maggiore benessere, oltre che di fiducia nel futuro.

Va anche detto che i soldi in ballo, per regali e compere natalizie, in questo tempo di Natale non sono poca cosa: «In larga parte – spiega Michele Lacchin, dell'Ufficio Studi di Confesercenti – derivano dalle tredicesime. Si stima che nel Veneziano le tredicesime ammontino a 620 milioni di euro, il 35% dei quali gli intervistati dicono di voler usare proprio per gli acquisti natalizi (mentre altrettanti puntano a coprire rate di mutui, bollette e spese obbligatorie, mentre un 10% li destina al risparmio).

Nell'indagine di Confesercenti Venezia un altro dato interessante: alla domanda su quali siano le ragioni di maggiore preoccupazione, la sicurezza (34%) è la risposta più gettonata, seguita dalla crisi economica (24%). Ma solo il 2,5% ritiene che siano migranti e profughi a minare o limitare la serenità in questi gironi di Natale.

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