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GENTE VENETA | GVNews

Giovedi, 3 Novembre 2016

Il Patriarca maronita: «La diplomazia e non le armi fermeranno i conflitti in Medio Oriente»


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utte le parti in causa si siedano attorno a un tavolo, altrimenti la guerra in Siria andrà avanti». E' l'auspicio del Patriarca di Antiochia (Turchia) Béchara Boutros Raï, cristiano maronita, a Venezia nei giorni scorsi per partecipare al meeting “Costruire la pace e la sicurezza per l’Europa e le popolazioni vicine", organizzato dal Gruppo per il Dialogo interculturale con le Chiese e le Istituzioni religiose del Partito Popolare Europeo.

Il card. Raï, libanese, ha poi celebrato una messa nella parrocchia Santa Maria Ausiliatrice della Gazzera, gemellata appunto con una chiesa in Libano. GV lo ha incontrato e intervistato.

Il Medio-Oriente ancora una volta è teatro di guerra. Come si può davvero risolvere la situazione in Medio-Oriente?
Negli anni scorsi ci sono state manifestazioni imponenti, note come Primavera Araba, per chiedere riforme ma sono fallite. E sono state sostituite prima da gruppi fondamentalisti e poi da organizzazioni terroristiche. A ciò si aggiunga lo scontro sorto tra sunniti e sciiti in Siria e in Yemen, Paesi nei quali le due potenze regionali ovvero l’Arabia Saudita (sunnita) e l’Iran (sciita) si fanno la guerra per interposta persona cercando la supremazia nell’area. Poi in Siria e Iraq la situazione si è ulteriormente complicata perché allo scontro tra sunniti e sciiti si è aggiunto quello tra l'Isis e il regime locale in Iraq e tra popolo e regime locale (Assad) in Siria; e poi tra Usa e Paesi occidentali da un lato e Russia dall’altro a sostegno delle varie parti in campo. Se tutte queste parti non si siederanno attorno a un tavolo, la guerra andrà avanti: senza una soluzione politica tra i vari attori, non saranno le armi a far prevalere uno sugli altri.

All’interno di queste guerre tra musulmani emerge la situazione drammatica dei cristiani. Come aiutarli?
In Libano cristiani e musulmani hanno vissuto assieme per secoli. Ci son state difficoltà in passato ma si sono superate creando una cultura e una civiltà comuni: in Libano i cristiani hanno scuole, università, ospedali, centri sociali, siamo al governo assieme ai musulmani. Ecco perché bisogna aiutare i cristiani a rimanere in Medio-Oriente non tacendo, agendo per vie politiche, attuando progetti di sviluppo del lavoro e dell’economia. Ma se non cessa la guerra, è tutto inutile.

Nell’ultimo anno ci sono stati alcuni attentati sanguinosi in Europa ad opera di integralisti islamici ma non si sono sentite tante voci di musulmani moderati che condannavano questi episodi. Perché?
Perché la politica dell’Occidente sostiene le guerre in Medio-Oriente, le organizzazioni terroristiche,  manda mercenari e armi e così facendo sta guadagnando il rancore di tutti i musulmani. I quali poi attaccano noi cristiani presenti in Medio-Oriente perché ci considerano gli alleati dell’Occidente.

Dobbiamo avere paura dei musulmani? Molti sembrano facilmente agganciabili dagli estremisti...
Sfortunatamente sì. E’ un timore fondato. Se l’Occidente non risolve il problema degli immigrati che fuggono dalla guerra in Siria e Iraq, ciò diventa un campo fertile per le organizzazioni terroristiche.

Esiste l’Islam moderato?
Certo. L’abbiamo creato noi vivendo assieme con loro per secoli. Noi lì sappiamo come vivere con l’Islam mentre l’Occidente non lo sa.

Lei è nato in Libano ed è Patriarca di Antiochia, nel sud della Turchia. C’è il rischio che il conflitto in Siria si allarghi al Libano (che ospita centinaia di migliaia di profughi siriani in un territorio piccolo) o alla Turchia?
Il rischio c’è ed è pure elevato. Oltre a 500 mila palestinesi nei campi profughi, in Libano – Paese di 4 milioni di abitanti appena - abbiamo anche 1,5 milioni di rifugiati siriani. Basta che qualcuno di loro perda la testa, per far esplodere la situazione: anche perché questi profughi siriani fanno aumentare considerevolmente il numero di sunniti sul territorio libanese, nel quale però ci sono anche tanti sciiti.

Cosa pensa dei Paesi europei, specie dell'Est, che non vogliono immigrati e puntano all'accoglienza zero?
Come dicevo, il Libano è un Paese piccolo con 4 milioni di abitanti, eppure ospita 500mila palestinesi e 1,5 milioni di siriani in fuga dalla guerra. Pertanto quando sento gli Stati europei, tutti e non solo quelli dell’Est Europa, che vogliono accogliere magari 3.000 profughi, mi viene da ridere. Un milione di profughi diluiti tra oltre 500 milioni di europei non sono un problema.

Chi fra Trump e Clinton, può essere più utile, da presidente Usa, alla causa della pace in medio Oriente?
Non conosco le politiche per il Medio-Oriente dei due contendenti alla Casa Bianca. Dico solo che, chiunque vinca, spero solo che cambierà la politica americana in Medio-Oriente.

Marco Monaco
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