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GENTE VENETA | GVNews

Venerdi, 23 Settembre 2016

Mirano, vinto un bando da 380mila euro: Casa dell'Energia verso il compimento


T

ra i migliori quattro in Veneto, tra i migliori cinquanta in Italia. E perciò premiato con 380mila euro, che consentiranno di finire il lavoro. E’ il progetto di Casa dell’energia, ideato presso l’Istituto Levi-Ponti di Mirano.
Ha fatto un grande passo avanti il nuovo edificio, in cui gli studenti (ma presto anche i cittadini) impareranno a conoscere le tecnologie più recenti per migliorare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale.

Il Levi-Ponti ha cioè vinto il bando indetto dal ministero, al quale hanno partecipato circa 500 scuole di tutt’Italia; e con i soldi ottenuti – esattamente quanti ne erano stati chiesti – porterà a termine il progetto. Un progetto da 900mila euro – compresi i soldi stanziati alcuni anni fa dalla Provincia di Venezia e dalle aziende sponsor dell’operazione – che si configura come uno dei più avanzati d’Italia.

Con una chicca finale: adesso nella Casa dell’Energia si potrà introdurre anche un’ulteriore innovazione, le piastrelle fotocatalitiche. «Sono piastrelle che hanno la capacità di abbattere gli inquinanti», spiega Ezio Da Villa, docente al Levi-Ponti e principale artefice del progetto. «Grazie al biossido di titanio che contengono, producono una reazione con l'aria per cui, se collocate all'esterno, abbattono il monossido di carbonio, mentre all'interno riducono i composti organici volatili, che sono la parte tossica dell'aria che respiriamo in ambiente chiuso; infine, sono igienizzanti perché antibatteriche».

Il progetto che ha vinto il bando ha anche ampliato la rete delle collaborazioni: in esso sono state collegati i tre istituti della Cittadella scolastica (quindi anche il liceo Majorana e l'istituto 8 Marzo) ma anche una scuola di Padova; inoltre è stato coinvolto il Cnr della città patavina (per la gestione dei sistemi di misurazione) e lo Iuav di Venezia (per l’analisi delle performance dell’edificio, grazie all’installazione di misuratori delle situazioni energetiche e ambientali).

«Installeremo – prosegue Da Villa – dei sensori che misureranno la temperatura, l’umidità e l’anidride carbonica e li collegheremo in rete con la scuola, dove ci sono analoghi sensori. L’idea è di fare una comparazione e di mostrare quanto un edificio ad energia quasi zero, come la Casa dell’Energia, sia differente da uno come la sede dell'Istituto, in cui sarebbe ora di pensare a qualche intervento di riqualificazione energetica».

Ora, con i soldi che stanno per arrivare, bisogna portare a termine i lavori: «Poi, in primavera, bisognerà riempire la Casa dell’Energia di vita, cioè di ragazzi: gli elettrotecnici andranno ad analizzare il sistema di produzione, gli elettronici la domotica e i sistemi di controllo, i chimici i materiali, i meccatronici la dotazione impiantistica...».

«Per noi – aggiunge la preside, Maria Luisa Favaro – sarà un laboratorio continuo. E ci dà molta soddisfazione il fatto che siamo tra le scuole più innovative e che questo ci venga riconosciuto anche dal ministero. Inoltre che, con la Casa dell’Energia, realizziamo una cosa utile anche al di fuori dell’Istituto, cioè al territorio».

L’idea è, infatti, di aprire la struttura ai cittadini perché vengano a prendere contatto con le tecnologie dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale: «Vedranno cioè – conclude Da Villa - i diversi tipi di “cappotti”, di pannelli solari, di pompe di calore… e si renderanno conto di quanto possano essere utili nelle nostre case. Per il portafogli e per l'ambiente».

Giorgio Malavasi
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