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GENTE VENETA | GVNews

Giovedi, 15 Settembre 2016

Scuole dei Salesiani a Mestre: sei studenti diventano anche dipendenti Eni


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lassi un po' più numerose, un'importante occasione lavorativa all'Eni per un gruppo di studenti, un nuovo laboratorio di tecnologia: queste le novità più significative del Centro di Formazione Professionale dei salesiani.

«Le iscrizioni – spiega il direttore Alberto Grillai – sono andate bene. Fin troppo: abbiamo avuto tante richieste dalle famiglie e a qualcuno abbiamo dovuto dire di no. Da un lato siamo contenti, dall'altro ci dispiace di non aver potuto accogliere qualche ragazzo che qui avrebbe trovato la propria collocazione, ma le classi sono strapiene».

In concreto significa che in ogni classe ci saranno 25/26 ragazzi, rispetto ai 23/24 dell'anno scorso. In una si arriva addirittura a 27. «Per noi – prosegue l'insegnante – è problematico: significa, ad esempio, dover avere 27 computer e gestire tutti questi studenti in un laboratorio non è facile. Ma cercheremo di fare tutto al meglio». Circa 160 in tutto i nuovi iscritti tra centro professionale, dove partiranno 6 classi prime (indirizzi: meccanico, elettrico e grafico), e istituto tecnico (indirizzi: grafica e comunicazione e meccatronica), dove ci sarà una nuova prima.

La novità di maggior rilievo, però, non riguarda i nuovi iscritti ma 6 studenti di terza, cioè di 17 – 18 anni, che avranno un'opportunità unica, che parte dalla riforma del contratto di apprendistato e del sistema duale scuola-lavoro. «Sei nostri studenti – spiega soddisfatto il direttore Grillai – sono stati selezionati da Eni, che ha firmato un protocollo d'intesa a livello nazionale con il ministero del Lavoro e quello dell'Università, impegnandosi ad assumere in due anni 135 ragazzi. L'Eni ha individuato per questo progetto 5 scuole d'Italia tra cui, unico, il nostro CFP. Di fatto, dal primo giorno di scuola, questi studenti saranno alunni e dipendenti Eni, alterneranno le lezioni in aula al lavoro sul campo, nello stabilimento di Porto Marghera».

Saranno i primi a sperimentare davvero questo nuovo contratto con 500 ore di scuola e 500 in azienda: al termine per loro l'esame di qualifica. «Una bella opportunità: avere un contratto di lavoro, – prosegue – lavorare in una multinazionale, portare a casa un piccolo stipendio. E servirà una stretta sinergia scuola-azienda perché il tutor aziendale concorrerà con noi alla valutazione dei ragazzi per alcune materie».
Belle le sorprese, ma tante anche le difficoltà da superare per l'avvio di un nuovo anno scolastico. A quelle ormai conosciute, come la scarsità di risorse e la volontà di non ritoccare al rialzo le rette – «anche se ora che la Regione paga con più regolarità è tutto un po' più semplice» dice Grillai – nel 2016 si è aggiunta anche l'incertezza legata al concorsone per gli insegnanti.

«In effetti – spiega – il concorsone era uno spauracchio. Molti lo hanno fatto, ma i tempi biblici hanno ritardato esiti e nomine. Così, almeno per quest'anno, possiamo stare tranquilli sul fronte dell'organico». Una cinquantina in tutto i docenti dell'istituto.

Ma se la tecnologia è, da sempre, il fiore all'occhiello di questa scuola – tutta la struttura è cablata con il wi-fi per lavorare anche con l'iPad – non poteva mancare una novità anche sotto questo profilo. «Nella classe prima – spiega il direttore – che recepisce il nuovo contratto d'apprendistato, abbiamo inserito un laboratorio per le nuove tecnologie. L'obiettivo è insegnare ai ragazzi una mentalità, che li faccia approcciare sempre in modo positivo con i nuovi strumenti disponibili, consentendo loro di avere, tra 5 anni, una forma mentis per adattarsi a ciò che troveranno».

In concreto, gli studenti impareranno, anche giocando, a usare il coding, la programmazione a blocchi, o quella con Arduino, o ancora la stampante 3D e la robotica. «Faremo usare loro – conclude Grillai – tutte queste cose per abituarli a pensare a cosa fare con la tecnologia, per non restare sorpresi e passivi, tra dieci anni, quando ci saranno strumenti diversi. Il tutto condito da un bel po' di fantasia, che sul lavoro sarà il loro valore aggiunto».

Chiara Semenzato
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