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GENTE VENETA | GVNews

Giovedi, 15 Settembre 2016

Ospedale di Dolo, il linguaggio delle "pecs" per comunicare con i disabili


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razie al “linguaggio delle immagini” è più facile e sereno, nell’Ospedale di Dolo, il dialogo tra il personale medico e i pazienti disabili. “Utilizziamo il sistema delle “pecs” – spiega l’infermiera Lara Pesce, promotrice del progetto nel Reparto di Urologia (nella foto l'intera équipe)– cioè dialoghiamo con loro mostrando una serie di ‘tessere’ con semplici immagini. Nel nostro caso, le ‘pecs’ rappresentano per immagini le diverse situazioni mediche, dalla visita al prelievo, dalla misurazione della temperatura al trasporto in ambulanza. Questo linguaggio alternativo ci permette di dialogare con l’utente disabile, ed è particolarmente utile nel nostro Reparto, dove abbiamo a che fare con pazienti con ritardo mentale”.

“Grazie alle ‘pecs’ e a questa comunicazione che si definisce ‘alternativa aumentativa’ – spiega ancora la Pesce – i pazienti disabili comprendono più facilmente e velocemente il percorso terapeutico che dovranno affrontare. E, proprio perché capiscono che devono sottoporsi ad un trasporto piuttosto che a un prelievo, sono più tranquilli e gestibili. In alcune occasioni dove l’uso delle Pecs è stato di ottimo aiuto anche per curare i bambini, che hanno risposto, incuriositi dalle immagini, con una maggiore collaborazione”.

Comunicare è il primo passo per accogliere: per questo il personale sanitario del Reparto ha con sé queste tessere che facilitano il dialogo con gli utenti disabili, e allo stesso modo il sistema delle “pecs” viene utilizzato anche per identificare le diverse stanze, rendendole meglio riconoscibili a chi ha deficit cognitivi.

L’uso delle “pecs” da parte del Reparto di Urologia si inserisce nel progetto “Come Voi”, che intende dare voce ai disabili – “Anche ‘noi’ disabili con ritardo cognitivo ci ammaliamo, proprio… come voi” – ed è un passo ulteriore dell’amicizia dell’Urologia dell’Ulss 13 con la disabilità: il primario di Urologia Giorgio Artuso è soddisfatto dell’impegno preso da parte di tutto il personale sanitario per ottimizzare l’accoglienza, e ricorda come il Reparto era già attrezzata da tempo con stanze preparate appositamente per accogliere, ad esempio, persone, spesso giovani, in carrozzina.

Quella tra l’Urologia e la disabilità è un’amicizia nata nel 1999, che si è rafforzata nel tempo grazie a più sensibilità: quella dei Primari che vi sono succeduti, della squadra medica ed infermieristica, non ultima, quella della Direzione dell’Ulss 13. “L’Urologia dell’Ulss 13 – sottolinea il direttore generale Giuseppe Dal Ben – mantiene costante la sua collaborazione con l’Associazione Famiglie e Abilità di Campagna Lupia, e lavora tenendo sempre presente che la disabilità non è solo fisica ma anche mentale, e tocca una fascia di popolazione fragile: si conta, infatti, che in Italia 5 persone su 100 sono disabili, e 1 su 100 è in condizioni di grave o gravissima disabilità”.
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