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GENTE VENETA | GVNews

Venerdi, 22 Luglio 2016

Bevilacqua La Masa, il Comune: non più accorpamento, ma nuova Istituzione. Ferrazzi: «E l'autonomia culturale?»


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evilacqua La Masa: un passo indietro dell'amministrazione Brugnaro rispetto all'accorpamento nel Comune e la proposta di creazione di una nuova Istituzione.

E' l'idea lanciata da Michele Zuin, assessore comunale alle Società partecipate: «Non c'è alcune retropensiero e perciò sono disponibile a rivedere l’accorpamento dell’Istituzione Bevilacqua La Masa all’interno della Direzione Cultura con l'obiettivo però di creare una “Nuova Istituzione” per renderla più dinamica e sempre più attiva nell'ambito delle iniziative della Città. Una decisione presa in accordo con il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che ha sostenuto questa nuova impostazione. Con la massima trasparenza andremo a verificare bene la gestione sulla quale sono state espresse, anche pubblicamente, delle critiche. Nomineremo a breve un nuovo Consiglio di amministrazione che passerà da sette a tre membri ai quali chiederemo la rinuncia ai compensi».

«Abbiamo sicuramente toccato alcune rendite di posizione», prosegue Zuin: «Ricordo infatti che il 12 luglio del 2012 il Consiglio comunale approvò con 23 voti favorevoli e 3 astenuti un impegno alla Giunta per “un processo di accorpamento progressivo e di riorganizzazione funzionale di tutte le Istituzioni nell’ambito dell’amministrazione comunale”. Oggi, alcune di quelle stesse forze politiche, sostengono il contrario. Cambiare idea è dimostrazione di intelligenza a patto che questo non accada per strumentalizzare determinate scelte dell'attuale Giunta».

Ma la questione centrale – sostiene Andrea Ferrazzi, capogruppo del Pd al Consiglio comunale di Venezia – è un'altra: «E' il tema dell'autonomia della produzione culturale rispetto al potere politico. Tema centrale e delicato. L'autorità pubblica può dare indirizzi, ma soprattutto deve salvaguardare lo spazio autonomo di chi attraverso la cultura anima il senso stesso di essere comunità. E non si dica che il problema è di risparmio di spesa: nulla c'entra in questo il Decreto Madia (che riguarda le Società) e la spesa per l'intero Cda mi risulta essere di circa 400 euro all'anno, a fronte invece di consistenze sponsorizzazioni private che la stessa Fondazione si è procurata.
 Ritengo che il Comune debba invece investire affinché la Fondazione sia sempre in linea con la volontà della Fondatrice: creare a Venezia un luogo di produzione culturale in particolare per i giovani artisti, come si fa già oggi con gli atelier, emancipato anche dalla tradizione accademica. Invece di sopprimerla, il Comune appoggi la Fondazione in questa Direzione: Venezia non solo scena, palcoscenico per la cultura ma animatrice di cultura».
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