Commenti articolo Segnala pagina Stampa pagina  | Segnala su OKNotizie | Share Condividi
GENTE VENETA | GVNews

Giovedi, 7 Luglio 2016

Nuova tecnica contro l'ictus cerebrale: nel 2016 raddoppiati gli interventi all'Angelo


I

progressi della medicina non sono limitati a pochi, ma anzi diventano pratica diffusa che salva la vita a molti: è il caso di una particolare tipologia di intervento contro l’ictus, la “trombectomia cerebrale”, tecnica innovativa messa in atto solo nei grandi ospedali, che si pratica già su un numero sempre più alto di pazienti.

All’Ospedale dell’Angelo nei primi sei mesi dell’anno sono già stati effettuati 21 interventi, rispetto ai 16 complessivi realizzati in tutto il 2015: “Siamo in prima linea su una tecnica complessa – spiega Enrico Cagliari, Primario di Neuroradiologia (foto) – validata da recentissimi studi europei che ne dimostrano l’efficacia in termini di riduzione della mortalità e di miglior esito per il paziente colpito da ictus”.

La trombectomia cerebrale si pratica in casi di ictus “estremo”: “L’ictus ischemico cerebrale – spiega il dottor Cagliari – riduce o interrompe l’apporto di sangue al cervello, a causa di ‘trombi’ che occludono i vasi sanguigni. Occorre intervenire in tempi strettissimi, perché il cervello, privato del regolare afflusso di sangue, rischia di subire danni irreparabili, per la progressiva morte delle cellule cerebrali fin dai primi minuti”.

Da vent’anni ormai i medici combattono l’ictus con la “fibrinolisi endovenosa”, cioè con l'infusione di farmaci in grado di sciogliere il materiale che ostruisce il vaso cerebrale; se effettuata in tempi brevi, entro le 4 ore e mezza, questa tecnica tradizionale consente di ottenere ottimi risultati clinici. “Ma nei grandi centri ospedalieri – spiega ancora Cagliari – su pazienti che non rispondono alla terapia endovenosa e nei casi di occlusione di grosse arterie, si può intervenire con la ‘trombectomia cerebrale’. E’ un intervento di chirurgia endovascolare che consiste nell'entrare con dei ‘cateteri’, cioè dei tubi sottilissimi, all'interno delle arterie che portano il sangue al cervello. Facciamo in sostanza quello che fa il cardiologo per liberare le coronarie: entriamo con il catetere dall’arteria femorale e risaliamo fino ai vasi sanguigni intracranici. Seguiamo il cammino del ‘tubicino’ sotto guida radioscopica, cioè con l’aiuto di monitor, e quando il catetere arriva al punto ostruito, rimuoviamo il trombo con dei sistemi meccanici che inglobano ed aspirano il materiale, ripristinando così il flusso sanguigno”.

Tali interventi di trombectomia cerebrale vengono effettuati. E possono essere messi in atto solo in Ospedali dove siano presenti, oltre alla Neurologia, la Neuroradiologia Interventistica, la Neurochirurgia e della Chirurgia Vascolare. L’Ospedale dell’Angelo ha queste caratteristiche: è centro di riferimento per tutta la provincia, ha specialisti di primo livello ed è dotato di tutta l’attrezzatura angiografica specifica – come la Tac cerebrale e l’angio-Tac – per valutare l’entità del danno e il tempo trascorso dall’insorgenza dei sintomi, elementi decisivi per valutare se operare in trombectomia.

“Negli ultimi sei mesi – spiega il dottor Cagliari – a Mestre abbiamo più che raddoppiato questi interventi effettuati con tecnologie e metodiche avanzate, contribuendo a dimostrarne l’efficacia presso la comunità scientifica. Vorremmo poterne eseguire di più. E potremmo farlo, se più persone vittime di ictus arrivassero al nostro Ospedale per tempo, senza che siano lasciate trascorrere troppe ore dall’attacco ischemico. Il messaggio è chiaro: il sistema sanitario offre grandi opportunità contro l’ictus, ma è importante che la popolazione comprenda l’utilità di recarsi immediatamente in ospedale all’insorgere dei primi sintomi, come formicolii e paralisi”.
Inizio   Segnala paginaSegnala   Stampa   

Fatal error: Uncaught Error: Call to undefined function mysql_close() in /web/htdocs/www.genteveneta.it/home/public/articolo_gvnews.php:203 Stack trace: #0 {main} thrown in /web/htdocs/www.genteveneta.it/home/public/articolo_gvnews.php on line 203