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GENTE VENETA | GVNews

Venerdi, 24 Giugno 2016

Cacciatori liberi per i campi, Rocca (Confagricoltura): «La modifica regionale crea problemi»


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onfagricoltura Veneto non condivide la modifica alla legge regionale (9-12-1993 n.50 sulla protezione della fauna ed il prelievo venatorio), approvata venerdì scorso, in cui si sancisce di fatto libertà di movimento ai cacciatori di selvaggina migratoria.

«La modifica alla normativa rischia di compromettere ulteriormente i rapporti già tesi tra agricoltori e cacciatori», spiega Giulio Rocca, presidente di Confagricoltura Venezia con delega regionale alle questioni legate alla caccia «Le modifiche approvate venerdì scorso, permetteranno, infatti, a coloro che hanno scelto la caccia da appostamento fisso, di effettuare 15 giornate per la caccia in forma vagante alla selvaggina migratoria all’interno dell’ambito territoriale di appartenenza; e a chi ha optato per altre forme di caccia, di usufruire di 30 giornate da dedicare al prelievo della selvaggina migratoria in tutti gli ambiti territoriali di caccia del Veneto».

Il codice civile stabilisce che i cacciatori possono entrare nelle aziende agricole senza autorizzazione degli agricoltori, ma la legge regionale finora prevedeva, come regola generale, che i cacciatori potessero cacciare solo negli ambiti territoriali per cui hanno ottenuto il permesso.

«Con la modifica di legge approvata venerdì scorso – sottolinea Rocca - viene sancita per la prima volta una mobilità venatoria per la caccia della selvaggina migratoria che rischia di compromettere gravemente il rapporto fra cacciatore e territorio. Per un regolare esercizio della caccia è fondamentale invece un sereno rapporto fra cacciatori e agricoltori. Ed è evidente che solo la conoscenza del territorio derivante da un’abituale frequentazione – e cioè solo la caccia all'interno del proprio ambito territoriale - può favorire quel senso di responsabilità e di rispetto che sta alla base della possibilità di cacciare tranquillamente in un territorio densamente abitato e ricco di attività come quello veneto».

Conclude Rocca: «In questo modo inoltre si sottrae la caccia di selvaggina migratoria ad ogni ragionevole programmazione, creando nella aree di maggior interesse faunistico un sovraffollamento pericoloso per la convivenza civile, oltre che per gli equilibri ambientali. La fondatezza di queste osservazioni è confermata dal fatto che esse sono condivise da una parte dello stesso mondo venatorio, che esprime preoccupazioni analoghe a quelle fatte proprie dal mondo agricolo».
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