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GENTE VENETA | GVNews

Venerdi, 27 Maggio 2016

Cereal Docks a Marghera: pronto il nuovo stabilimento, investiti 55 milioni


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i sono conclusi nei giorni scorsi i lavori di ristrutturazione e potenziamento dello stabilimento della Cereal Docks di Marghera, lungo il Canale industriale Ovest.

Dopo meno di tre anni di lavori che hanno coinvolto 54 aziende fornitrici provenienti prevalentemente dall’area veneziana e veneta, il gruppo vicentino guidato dai cugini Mauro a Paolo Fanin, specializzato nella lavorazione di semi di soia per usi alimentari e industriali, oggi può contare su un impianto produttivo all’avanguardia a livello internazionale.

Il progetto, che ha richiesto un investimento di 55 milioni di euro, apre nuove prospettive di sviluppo per Cereal Docks, alla luce dei risultati positivi registrati nel 2015 e consolidati nei primi mesi del 2016.

Nell’area del cantiere, si sono trovati ad operare in contemporanea anche più di 150 persone di diverse ditte e alcuni interventi, come la costruzione dei nuovi silos, hanno richiesto di attivare turni continui nelle 24 ore. Nonostante la complessità del progetto, tutto il lavoro si è svolto senza registrare alcun incidente.

Del precedente stabilimento, acquisito dalla multinazionale Bunge nel 2011, non rimane più nulla, a parte una vecchia corona dell’impianto di estrazione risalente agli anni Settanta che sarà esposta come cimelio all’ingresso del nuovo impianto.

Lo stabilimento di Marghera - che attualmente occupa 25 dipendenti, ma che a pieno regime potrebbe occuparne 150 - ha una capacità di stoccaggio dei semi di soia di oltre 90 mila tonnellate. I semi alimentano il più innovativo impianto di estrazione di oli, farine e lecitine del Sud Europa e del bacino del Mediterraneo, in grado di lavorare circa un milione di tonnellate l’anno.

Sarà tutta soia di importazione dall’estero e il nuovo impianto consentirà di trasformarne circa 3mila tonnellate al giorno, cioè quasi il triplo di quanto consentisse di fare il vecchio stabilimento. E 3mila tonnellate di soia al giorno, tanto per dare un’idea, significa quanta ne possono trasportare cento autotreni.

Con i semi di soia lavorati a Porto Marghera si possono fare parecchie cose: da essi si estrae per l’80% farina e per il 20% olio. La farina serve soprattutto come mangime per gli animali da allevamento, l’olio può a sua volta essere usato così com’è in forma di mangime, oppure come base per il biodiesel o come combustibile per gli impianti a biomassa che producono energia elettrica.

Prossimo passo del progetto, uno fra i più rilevanti nell’area del Porto di Venezia, è l’ammodernamento della banchina di attracco delle navi che diventerà area portuale con la conseguente modifica delle vie di accesso allo stabilimento da via dell’Elettricità e via Galvani. Il termine dei lavori è previsto entro il 2016.
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