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GENTE VENETA | GVNews

Venerdi, 29 Aprile 2016

Carceri della Giudecca e di Padova, per due anni Confagricoltura ne sosterrà gli orti


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renderà il via mercoledì 4 e giovedì 5 maggio, con le visite alle carceri della Giudecca di Venezia e al Due Palazzi di Padova, il progetto congiunto di Confagricoltura Veneto e del Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria del Triveneto che si propone il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti con il coinvolgimento in attività imprenditoriali legate all’agricoltura.

L’accordo, di durata biennale, prevede di destinare le aree verdi dei penitenziari del Veneto ad attività agricole, trasformando e commercializzando i prodotti e formando i detenuti per inserirli nelle aziende agricole regionali. I corsi di formazione verranno svolti da Confagricoltura Veneto, con il supporto di imprese e cooperative del settore che potranno dare lavoro al personale formato. Le visite alle due carceri hanno lo scopo di eseguire una mappatura delle aree verdi potenzialmente coltivabili, collocate prevalentemente tra i fabbricati e il muro di cinta, e visionare le attività agricole già esistenti.

Alla visita al carcere della Giudecca, che si svolgerà mercoledì 4 maggio alle 11.30, parteciperà una delegazione composta da Enrico Sbriglia, Provveditore dell’amministrazione penitenziaria del Triveneto; Gabriella Straffi, direttore del carcere; Lorenzo Nicoli, presidente regionale di Confagricoltura Veneto e Giulio Rocca, presidente di Confagricoltura Venezia. Attualmente alla Giudecca esiste un’attività agricola che si chiama “L’orto delle meraviglie”, gestita dalla cooperativa sociale Rio Terà dei Pensieri che si occupa di inserimento lavorativo di persone in esecuzione penale. Tra l’orto e un laboratorio di cosmetica naturale lavorano in media una decina di detenute. Vengono coltivati seimila metri quadrati di terra, con il metodo dell'agricoltura biologica, da cui si ricavano verdura di stagione e molte delle erbe officinali utilizzate nel laboratorio. Alcune detenute sono coinvolte anche nella vendita diretta a contatto con il pubblico, con appuntamento settimanale. Il laboratorio di cosmetica produce una linea a marchio, Rio Terà dei Pensieri, che si compone di prodotti come saponette, deodoranti, shampoo, creme viso e corpo, in vendita anche on line.

Giovedì 5 maggio si svolgerà la visita al carcere di Padova, dove sono una decina i lavoratori impiegati in attività agricole, con produzione di ortaggi solo per il fabbisogno domestico e cura delle aiuole. La cooperativa Giotto da anni organizza un corso di giardinaggio che ha coinvolto, in totale, 250 detenuti, che sono stati aiutati in maniera concreta a trovare un primo lavoro una volta usciti dal carcere. Grazie al loro contributo è stato realizzato anche un parco didattico nelle aree esterne della casa di reclusione.

«Con il provveditore Enrico Sbriglia metteremo in piedi un piano strategico per la gestione agricola e la manutenzione delle aree verdi dei penitenziari e la formazione – spiega Lorenzo Nicoli, presidente regionale di Confagricoltura -. L’ipotesi è di avviare, in maniera continuativa e organica, piccole attività a carattere imprenditoriale come l’apicoltura, la coltivazione di erbe officinali, piccoli frutteti o serre negli istituti penitenziari di tutto il Veneto. Noi metteremo a disposizione il nostro know how, con attività formative e imprenditoriali all’interno delle carceri, che porteranno anche al rilascio di attestati legalmente riconosciuti e spendibili dai beneficiari. Avvieremo inoltre percorsi collaborativi con le nostre imprese agricole, che potranno dare lavoro ai detenuti in semilibertà beneficiando di sgravi previdenziali e contributivi, come previsto dalle leggi 381/91 e 193/2000. Infine presteremo un’assistenza mirata in campo legale, fiscale, previdenziale e tecnico economico a favore delle aziende agricole e degli istituti penitenziari aderenti al progetto».
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