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GENTE VENETA | GVNews

Venerdi, 1 Aprile 2016

Ospedale di Dolo: un tumore al rene su dieci si cura con il freddo, in 15 minuti


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urare il tumore del rene col freddo e in soli 15 minuti. Si fa a Dolo per alcuni casi selezionati.

La particolarità è che chi viene curato in questo modo esce dall’Ospedale con un minuscolo cerotto sulla schiena e con la sensazione di non essere mai stato operato.

«Questo tipo di intervento - spiegano il primario di Urologia Giorgio Artuso insieme al primario di Radiologia Andrea Bruscagnin (nella foto con la loro équipe) – lo eseguiamo da circa sei anni qui a Dolo. Può essere impiegato per tumori di piccole dimensioni, e viene proposto a pazienti particolari affetti da patologie che impediscono l’impiego della tecnica chirurgica tradizionale, come ad esempio persone con fattori di rischio cardiovascolari o colpite da gravi pneumopatie».

Rispetto a quindici anni fa, si son fatti passi in avanti nella chirurgia tradizionale che prevedeva in genere l’asportazione del rene malato. Si sono affinate sempre più delle tecniche meno invasive e altrettanto efficaci: innanzitutto la chirurgia laparoscopica, impiegata soprattutto per l'asportazione limitata alla sola parte malata del rene.

E, successivamente, per i piccoli tumori (fino a 4 centimetri) un trattamento minimamente invasivo, la cosiddetta crioablazione, che consiste nel posizionare, attraverso una piccola puntura sulla schiena, un ago-sonda al centro del tumore sotto controllo radiologico (TAC guidata), per distruggere solo il tumore stesso con il raffreddamento dei tessuti fino a -40 gradi.

Il trattamento può essere eseguito in anestesia locale associata a lieve sedazione, dura meno di un quarto d'ora (esclusa la preparazione del paziente e la parte anestesiologica), ha un tasso di complicanze molto basso e il paziente il giorno dopo può già tornare a casa. Su 350 tumori al rene operati nella Ulss 13 negli ultimi sei anni, almeno un 10% è stato trattato con questa tecnica della crioablazione.

“Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 4mila nuovi casi di tumore renale, prevalentemente su persone di età superiore ai 60 anni – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 13 Giuseppe Dal Ben – e il numero è in crescita anche per il miglioramento delle tecniche diagnostiche che consentono di identificare la malattia in fase precoce, con la conseguente possibilità di curarla con alta probabilità di guarigione. Ora, con la crioablazione che si affianca alle consolidate metodologie chirurgiche, l'offerta di trattamento del tumore renale in questo territorio è ancor più completa”.
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