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GENTE VENETA | GVNews

Venerdi, 11 Marzo 2016

Mestre, strade dissestate: spuntano 250 cartelli che segnalano il pericolo


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ono apparsi come funghi qua e là in diverse zone di Mestre e dintorni negli ultimi giorni. Si tratta di cartelli stradali, fatti posizionare dall’assessorato ai Lavori Pubblici guidato da Francesca Zaccariotto, con l’indicazione “pavimentazione dissestata”.

«Per la manutenzione si riescono a riparare certe strade, mentre altre no a causa della carenza di fondi e le si potrà sistemare solo un po’ alla volta. Il nostro ufficio ha il compito di mettere in sicurezza il territorio: dove possiamo intervenire sùbito lo facciamo, altrimenti segnaliamo le situazioni di potenziale pericolo - fintanto che non interverremo, e per molte aree ci vorranno dei mesi - con questi cartelli appena messi: 250 sul territorio comunale di terraferma», spiegano dalla Direzione Lavori Pubblici.

Indicare agli automobilisti o ai ciclisti che una strada può creare pericoli è sempre una buona pratica. Ma solo se i cartelli stradali, seppure fissi, vengono posizionati temporaneamente in attesa di effettuare i lavori a breve. Non per sollevare dalle proprie responsabilità l’amministrazione. Lo dice il presidente di Adico, Carlo Garofolini: «I cartelli fungono da ammonimento ma non possono essere usati per fare prevenzione: se non si interviene a breve e una strada o un marciapiede sono pericolosi, allora bisognerebbe chiuderli al traffico deviando i flussi».

Non è comunque da escludere che, per piazzare questi nuovi cartelli, l’amministrazione possa aver preso spunto da quelli che segnalano la presenza delle rotaie del tram, fatto che dal Comune e dalla sua assicurazione viene usato come motivazione – cioè il pericolo è debitamente segnalato – per escludere i risarcimenti ai tanti mestrini che, in bici o in scooter, su quei binari ci sono caduti facendosi male.
Garofolini dell’Adico è proprio di quest’avviso: «Ci è capitato di ricevere dei no ai risarcimenti ai cittadini, da parte dell’amministrazione, non solo per le cadute sui binari del tram, ma anche per insidie stradali. Ci dicono che il problema era segnalato e che la colpa è di chi non ha prestato attenzione. E’ evidente che è un iter che vuol scoraggiare la gente a far valere i propri diritti».

Ma l’amministrazione cittadina dovrebbe considerare che in realtà la giurisprudenza corrente è differente per le due situazioni, cioè binari e insidie: la Cassazione dice che non va risarcito il danno relativamente a un elemento fisso, conosciuto e che è segnalato da cartelli stradali, e questo è l’esempio dei binari (anche se i binari del tram di Mestre meriterebbero una valutazione differente dal punto di visto giuridico, in quanto non sono a raso come in tutte le altre città ma al contrario risultano più alti del sedime stradale; inoltre i binari del tram a Mestre sono una “trappola” per via delle guide laterali – non presenti in quelli delle altre città - in cui i cicli si incanalano finendo poi per cadere).

Mentre per quanto riguarda le insidie, sempre secondo la Cassazione, l’amministrazione deve tenere in buono stato strade, piste ciclabili e marciapiedi e se qualcuno si fa male a causa di negligenze nella manutenzione allora il risarcimento è dovuto, anche se l’insidia era segnalata. Purché il cittadino abbia però prestato la dovuta attenzione e purché non si tratti di una strada che conosce bene, come ad esempio quella in cui abita e che percorre sempre.

Marco Monaco

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