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GENTE VENETA | GVNews

Lunedi, 22 Febbraio 2016

Tac più Igrt: tumori bombardati con precisione millimetrica all'Angelo di Mestre


L

a terapia del tumore all’ospedale dell’Angelo di Mestre compie in questi giorni, grazie alla nuova tecnologia messa in campo, un passo in avanti: «Un’importante modifica al nostro acceleratore lineare di punta – spiega il Direttore Generale dell’Ulss 12, Giuseppe Dal Ben – posiziona la nostra Radioterapia tra quella in possesso della migliore dotazione tecnologica nel Veneto. Questo investimento, sommato alla positiva sinergia tra radioterapisti e fisici medici, porta la nostra Radioterapia al livello dei grandi centri oncologici».

A rendere molto più efficienti i trattamenti nella Radioterapia dell’Ospedale di Mestre è stata, in sostanza, la fusione tra un acceleratore lineare e una TAC. Lo spiegano il Primario della Radioterapia Oncologica, Imad Abu Rumeileh, e il Primario della Fisica Medica, Sonia Reccanello: «All’acceleratore lineare usato per le radioterapie è stato aggiunta una tomografia assiale computerizzata volumetrica».

«Arriviamo così – continuano i medici (nelle foto, l’acceleratore “potenziato” dell’Angelo, e il dottor Abu Rumeileh e la dottoressa Reccanello, ultimi a destra con alcuni membri delle loro équipe) alla Radioterapia Guidata dalle Immagini (IGRT) che consente, grazie a immagini radiologiche di altissima qualità fornite dalla TAC, di monitorare costantemente la reale posizione del bersaglio immediatamente prima dell’erogazione delle radiazioni: siamo in grado quindi di irradiare con maggiore precisione organi suscettibili di spostamenti pur minimi tra una frazione e l’altra (come avviene, ad esempio, nel caso della prostata)».

Questo permetterà l’erogazione di trattamenti radioterapici con tecniche moderne, come la “radioterapia ad intensità modulata” (IMRT): «La IMRT rappresenta un’avanzata tecnica di radioterapia oncologica – spiegano i due primari – caratterizzata dalla possibilità di adattare la distribuzione della dose terapeutica alla geometria, anche molto complessa, di una massa tumorale, e di salvaguardare nel contempo in modo ottimale i tessuti sani adiacenti, riducendo quindi la probabilità di complicanze. Questo si traduce, per alcune patologie in un aumento della probabilità di controllo locale».

Consentendo un trattamento più preciso e più potente, l’acceleratore potenziato con la TAC rende molto più efficace ogni singola seduta, e permette di ridurne il numero, con un ovvio vantaggio per il paziente: l’utilizzo della nuova tecnologia installata all’Angelo permette di ridurre, ad esempio, un ciclo da 40 sedute di radioterapia a sole 28.
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