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GENTE VENETA | GVNews

Venerdi, 5 Febbraio 2016

Radiazione durante l'intervento per tumore al seno: nuova tecnica all'Angelo di Mestre


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Ospedale dell’Angelo è uno dei pochi ospedali del Veneto in cui la donna operata al seno può essere sottoposta alla IORT, ossia alla “radioterapia intraoperatoria”: asportato il tumore, con questa innovativa tecnologia, il letto tumorale viene “sterilizzato” prima del termine dell’intervento chirurgico con un’irradiazione diretta in loco; e questa particolare irradiazione sostituisce la radioterapia convenzionale post-operatoria che normalmente si pratica sull’intera ghiandola mammaria, attraverso un ciclo di sedute della durata di 4-5 settimane.

I vantaggi della radioterapia intraoperatoria sono importanti, come spiega il dottor Imad Abu Rumeileh, Primario di Radioterapia Oncologica dell’Angelo: “La donna operata di tumore che risulta idonea riceve, con la IORT, un’unica dose di radioterapia, contemporanea all’atto chirurgico. La strumentazione permette di irradiare con precisione la cavità da cui è stato asportato il tumore. Dopo l’intervento, non è più necessario che la donna operata ritorni al Reparto di Radioterapia, per i numerosi trattamenti previsti dalla radioterapia tradizionale”.

“Il trattamento con la IORT – spiega il Primario – è considerato appropriato per donne che rispondano a determinate caratteristiche, stabilite da un protocollo scientifico internazionale; e per queste donne la ‘radioterapia intraoperatoria’ è un’indubbia opportunità: l’unica seduta radiante infatti permette una miglior gestione della paziente, riducendone inoltre lo stress psicofisico”.
 
“La ‘radioterapia intraoperatoria’ – dice il dottor Guido Papaccio, Direttore della “Breast Unit” dell’Ulss 12 – consiste nell’inserimento nella cavità chirurgica, subito dopo l’asportazione del tumore, di un applicatore contenente la sorgente di raggi X. Attorno all’applicatore il chirurgo avvolge il tessuto mammario peritumorale,  che verrà così adeguatamente e omogeneamente irradiato per un tempo medio di circa 30 minuti. Al termine del trattamento, l’applicatore e la fonte di energia vengono rimossi ed il chirurgo procede alla sutura della breccia operatoria”. La IORT, insieme alla chirurgia oncoplastica e ricostruttiva, è un fiore all’occhiello della “Breast Unit” dell’Ulss 12, che si offre come centro di eccellenza per il trattamento della patologia mammaria in ambito provinciale.
 
La IORT, intesa come strumentazione, è in sostanza una sorgente miniaturizzata di raggi X, paragonabile ad un acceleratore lineare in miniatura, portata al tavolo operatorio da un braccio robotizzato. “La radiazione viene prodotta dalla sorgente miniaturizzata, ed è emessa sfericamente – spiega la dottoressa Sonia Reccanello, Primario di Fisica Medica dell’Angelo – dalla punta di una sonda ad ago, del diametro circa tre millimetri; speciali applicatori di forma sferica, di dimensioni adeguate rispetto a quelle del tumore asportato, vengono posti sulla punta irradiante, cosicché il tessuto peritumorale possa essere avvolto attorno alla sorgente. Questo garantisce una distribuzione uniforme della radiazione sull’intera cavità chirurgica”.
“Nei trattamenti radioterapici – spiega ancora la dottoressa Reccanello – è molto importante ‘conformare’ la radiazione ai tessuti malati, e questa operazione richiede lunghi studi personalizzati su ciascun paziente con sorgenti esterne di radiazioni; con la IORT abbiamo invece la conformazione del tessuto stesso alla radiazione, e questo consente di irradiare dall’interno e uniformemente tutti i punti della cavità chirurgica”.
 
La buona riuscita della IORT è garantita dai molteplici controlli periodici effettuati dai dirigenti Fisici Medici e dai Tecnici di Radiologia Medica (TSRM) delle Unità Operative di Radioterapia Oncologica e di Fisica Medica, oltre a specifiche verifiche dosimetriche prima di ogni singolo trattamento, nonché durante l’intervento stesso, con adeguati monitoraggi di parametri caratteristici.

“Per permettere all’Angelo di essere uno dei pochi Ospedali in cui si opera con la IORT – commenta il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – l’Ulss 12 ha investito in tecnologia, acquistando un’attrezzatura del valore di alcune centinaia di migliaia di euro. Ma ha soprattutto investito in professionalità: la ‘radioterapia intraoperatoria’ è un trattamento possibile solo in un Ospedale in cui si operi con una forte sinergia tra diverse figure professionali. Lo staff chirurgico è infatti affiancato dall’oncologo radioterapista, dal fisico medico, dal patologo e dai tecnici di radiologia medica: tutti questi operatori, ognuno per le proprie competenze specifiche, assicurano la qualità del trattamento. Questa stessa sinergia e questo tasso elevato di professionalità consente di lavorare perché in futuro all’Angelo l’utilizzo della IORT sia esteso ad altre sedi tumorali, oltre che alla mammella”.
 
All’Ospedale dell’Angelo la IORT è in funzione dal maggio 2015. Una ventina le donne che, giudicate idonee al trattamento secondo il protocollo scientifico internazionale che fa capo all’University College di Londra e che ne valuta l’appropriatezza, sono state fin qui sottoposte a “radioterapia intraoperatoria”. Per permettere l'accesso a questo trattamento multispecialistico, la Breast Unit si coordina con i senologi degli Ospedali di Rete per garantire una valutazione multidisciplinare di tutti i casi eleggibili, programmandone il trattamento presso l'Ospedale dell'Angelo.
 
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