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GENTE VENETA | GVNews

Lunedi, 25 Gennaio 2016

All'Angelo donna salvata da complicanza gravissima (e rara) di un'otite


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Ospedale di Mestre, l’équipe di Otorinolaringoiatria ha compiuto un intervento complesso, e condotto a buon fine, su una paziente aggredita dalla rarissima “Sindrome di Bezold”.

“Quando la paziente è arrivata proveniente dall’Ospedale di San Donà – spiega il Primario di Otorinolaringoiatria dell’Angelo, Roberto Spinato – presentava un quadro estremamente complesso. A portarla vicina alla morte, un’otite degenerata in grave ascesso cerebrale, il quale a sua volta aveva determinato una grave erosione dell’osso temporale, che separa l’orecchio dal cervello. La ‘dura madre’, cioè la membrana che avvolge il cervello, era ormai esposta, e in sostanza l’encefalo già ‘scivolava’ nell’orecchio. L’ascesso, nel frattempo, si era diffuso nel collo”. “ll quadro – sintetizza il dottor Spinato – era quello di una rara complicanza di otite media, definita ‘Sindrome di Bezold’: si tratta di una patologia di cui sono stati descritti solo 27 casi, l’ultimo segnalato nel 2001”.

La paziente è stata accolta all’Ospedale dell’Angelo in situazione disperante: in stato settico, semisoporoso e con una temperatura corporea di 40°. “Abbiamo dovuto intervenire – racconta il Primario – con estrema urgenza. Il tempo della consulenza pneumologia, infettivologica e del neurochirurgo, e il dottor Maurizio Amadori, coadiuvato dal dottor Abramo, dal dottor Trombetta e dalla dottoressa Zanetti, hanno iniziato immediatamente l’intervento di otoneurochirurgia e svuotamento della sacca ascessuale cerebrale e del collo. L’operazione è stata resa ancora più difficoltosa dalla condizione emodinamicamente instabili della paziente, che ha richiesto un lavoro encomiabile degli anestesisti, un ampio supporto emodinamico e la trasfusione di sacche di sangue”.

I chirurgi hanno in sostanza aperto il collo, drenato l’orecchio, pulito la “dura madre”, ricollocato il cervello, chiusa la breccia ossea: “Durante l’operazione, proseguita per ore fino all’1:00 di notte, la sacca ascessuale è stata svuotata con un intervento di cervicotomia. E’ stata inoltre ricostruita la parte di osso temporale che era stata usurata dal processo infettivo, separandola dall’encefalo che era scivolato all’interno dell’orecchio medio”.

Dopo un breve periodo di ricovero, sempre all’Angelo, prima presso il Reparto di Rianimazione e successivamente presso quello di Malattie Infettive per una stabilizzazione protetta, la paziente è stata trasferita al Reparto di Otorinolaringoiatria in stato vigile e in buone condizioni. Da qualche giorno è stata dimessa: si è chiuso così con un lieto fine il suo percorso attraverso quello che sembrava inizialmente un episodio simil-influenzale, ma che presto si era trasformato invece in un episodio patologico grave quanto raro.
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