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GENTE VENETA | GVNews

Mercoledi, 13 Gennaio 2016

Profughi e poveri, l'assessore Lanzarin incontra le Caritas venete


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n confronto deciso sull'emergenza profughi. Soprattutto di questo si è parlato durante il primo incontro tra i direttore della Caritas delle nove dicoesi del Veneto e l'assessore regionale al Sociale Manuela Lanzarin, che si è svolto oggi al centro Cardinl Urbani di Zelarino.

“La Regione Veneto – ha spiegato l'assessore – non ha né gli strumenti né le risorse per gestire l’emergenza profughi. I continui arrivi di migranti e richiedenti asili stanno mettendo a dura prova il modello di accoglienza diffusa perseguito dalla cabina di regìa creata dalla Prefettura di Venezia e sostenuto dalle Caritas diocesane. Se il governo nazionale continuerà a delegare ai singoli territori le politiche di accoglienza e di gestione della presenza di immigrati e se l’Unione europea non destinerà adeguate risorse ai flussi migratori, le preoccupazioni rappresentate dalle Caritas del Veneto sono destinate ad aumentare di fronte a una situazione sociale sempre più esplosiva”.

Secondo i dati forniti dalla stessa Regione, nel 2014 i profughi accolti nelle strutture di accoglienza in Veneto sono stati 2112, mentre nel 2015 in Veneto gli arrivi sono stati oltre 18mila, dei quali solo un terzo risulta avere i requisiti per chiedere protezione per motivi umanitari. “Un flusso rilevante e di difficile gestione – ha sottolineato la Lanzarin – che ha messo in crisi le potenzialità di accoglienza delle strutture pubbliche e che ha mobilitato le generose capacità di accoglienza di diocesi e parrocchie. Ma l’arrivo non gestito di così tanti migranti in un contesto di rallentamento dell’economia, di minori risorse per il welfare e di nuove povertà, sta alimentando tensioni sociali che non possiamo ignorare, ma che non siamo in grado di gestire, in assenza di una precisa assunzione di responsabilità da parte del governo nazionale e dell’Unione Europea”.

Tra i tanti temi al centro del primo faccia a faccia con i responsabili delle attività caritative diocesane venete anche una ricognizione su problemi e volti della povertà nel territorio e sulle esperienze di collaborazione in atto per dare risposte concrete alle crescenti domande di lavoro, abitazione, salute e sostegno che provengono dalle fasce sociali più deboli.

“Le Caritas del Veneto – ha ricordato l'assessore – sono già partners importanti nella rete degli empori solidali, che consente di raccogliere sprechi ed eccedenze alimentari per assicurare un pasto a chi è più in difficoltà e in quella per le povertà estreme e i senza fissa dimora. Continueremo a finanzaire questi progetti e confermo la sperimentazione del reddito di inclusione sociale, il sostegno al Fondo di solidarietà e lavoro, e l’impegno a gestire insieme ai comuni capoluogo 7 milioni del fondo Fesr per interventi a favore dei fissa dimora e delle povertà estreme”.

Il confronto, comunque, non si ferma qui: proseguirà con nuovi icnontri su temi specifici che saranno presto calendarizzati. “Il dialogo e la collaborazione con le Caritas sarà essenziale – ha concluso la Lazarin – anche per scrivere la nuova legge quadro del terzo settore, che dovrà valorizzare e coordinare il ruolo del volontariato veneto, di cui le Caritas sono una delle espressioni più autorevoli”.
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