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GENTE VENETA | GVNews

Giovedi, 31 Dicembre 2015

Smog in calo in Veneto: «Ma senza misure stabili gli interventi spot servono a poco»


“I

dati scientifici e oggettivi dimostrano che gli interventi spot non funzionano mentre quelli strutturali nel medio e lungo periodo stanno dando risultati positivi”. Lo ha detto l’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin presiedendo oggi a Venezia, dopo essere stato in videoconferenza con il ministro Galletti e i rappresentanti delle altre regioni e degli enti locali, la riunione straordinaria del Comitato di Indirizzo e Sorveglianza (CIS) per individuare linee comuni per affrontare il problema smog. Da due giorni a questa parte l’emergenza è venuta meno grazie alla nebbia che ha contribuito ad abbattere le polveri sottili e al vento che ha ripulito l’aria.

In base alla normativa in vigore – ha ricordato l’assessore – la possibilità di emettere ordinanze per l’inquinamento atmosferico nelle città resta in capo ai sindaci, concordando a livello provinciale gli interventi da attuare in specifici Tavoli Tecnici Zonali. Fondamentale è la raccolta dei dati effettuata da ARPAV e dettagliati a livello di singolo comune, da cui risulta che le sorgenti principali degli inquinanti sono il riscaldamento domestico, in particolare la combustione di biomasse, e le emissioni prodotte dal traffico dei veicoli sulle nostre strade. “Non siamo però all’anno zero – ha detto Bottacin – e gli interventi strutturali messi in campo da tutte le amministrazioni hanno consentito negli ultimi cinque anni una significativa riduzione media degli inquinanti a livello regionale. L’azione proseguirà con il nuovo Piano Regionale di Tutela e Risanamento della qualità dell’aria, adottato dalla Giunta e ora all’esame del Consiglio”.

L’assessore Bottacin ha brevemente illustrato al CIS gli esiti della riunione con il ministro Galletti che ha definito però deludenti. Poche le risorse previste a livello nazionale (12 milioni) e destinate solo alle misure per il trasporto pubblico locale, mentre non si è parlato dei problemi legati al riscaldamento domestico. Il Veneto insieme alla Lombardia ha comunque ribadito che le criticità dell’aria sono sostanzialmente un problema del bacino padano e qui dovrebbero essere concentrate tutte le risorse disponibili.
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