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GENTE VENETA | GVNews

Giovedi, 20 Agosto 2015

Fa un bagno con il timpano perforato e va in coma: lo salvano al Civile


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n malore, in apparenza inspiegabile, poi il coma, e finalmente l'intervento risolutore all'Ospedale di Venezia e il lieto esito. La vicenda di un ragazzo straniero a cui i sanitari dell'Ospedale Civile hanno salvato la vita si è chiusa per il meglio, ma dev'essere di monito per tutti, come spiegano i medici.

Il giovane, un ventenne di nazionalità rumena, era in vacanza al Cavallino. Il malore, improvviso, lo ha colto durante la villeggiatura, ai primi di agosto, e il ragazzo è stato subito ricoverato al Civile. Le sue condizioni sono apparse immediatamente drammatiche, perché in poche ore è subentrato un coma profondo, con una alterazione di tutti i parametri vitali e febbre elevatissima, difficile da giustificare dato l’apparente stato complessivo di benessere del giovane che era arrivato in Italia da pochi giorni.

La catena della emergenza si è subito messa in moto coinvolgendo varie specialità dell’Ospedale Veneziano. Ed è proprio grazie alla intesa multidisciplinare tra i Reparti di Anestesia/Rianimazione, di  Medicina e di Otorinolaringoiatria che si è scoperto l'origine del malore: si trattava di una forma gravissima di sepsi, cioè di reazione sistemica del corpo del ragazzo, originata da un ascesso mastoideo che aveva diffuso germi patogeni in tutto l’organismo.

Ijl tempestivo intervento chirurgico effettuato dal Primario di Otorino, il dottor Sandro Bordin, ha consentito di recuperare il paziente, svuotando microchirurgicamente la cavità ascessuale mastoidea che stava per invadere il cervello. Il trattamento rianimatorio, diretto dal Primario di Rianimazione, dottor Carlo Maggiolo, ha portato il ragazzo fuori dal coma. Le successive cure presso il Reparto di Medicina, diretto dal dottor Andrea Bonanome, hanno definitivamente messo in sicurezza il giovane straniero.

L’analisi della storia clinica del caso ha consentito di individuare la causa dell’infezione: il giovane turista, in Italia per una vacanza al mare, aveva effettuato numerosi bagni non sapendo di avere una perforazione timpanica. L’acqua del mare, penetrata all’interno dell’orecchio attraverso la perforazione, in pochi giorni ha sviluppato una infezione gravissima che ha coinvolto l’osso mastoideo.

Il dottor Bordin, esperto in malattie dell’orecchio, spiega qual è il monito che deriva dalla vicenda: "Durante l’estate, molti pazienti con patologie infiammatorie dell’orecchio prendono bagni al mare o in piscina, inconsapevoli dei rischi che corrono. Durante il solo mese di luglio sono stati ben quattro i casi trattati d’urgenza a Venezia, e tre di questi coinvolgevano bambini". E sottolinea proprio la necessità di piena attenzione da parte dei genitori: "Il quadro patologico è molto subdolo: non presentando alcun disturbo, capita che queste persone con patologie pregresse frequentino le spiagge o le piscine, e facciano tuffi e nuotate. Ma dopo alcuni giorni possono comparire dolore all’orecchio e secrezione, che se non vengono trattati opportunamente da uno specialista possono dar esito ad un quadro drammatico, come nel caso fortunatamente risolto del giovane rumeno". 

I medici del Civile rinnovano quindi la raccomandazione: "Coloro che presentano patologie dell’orecchio - spiega il dottor Bordin - devono effettuare una visita specialistica prima dell’estate, e obbligatoriamente prima di fare i bagni in mare o in piscina. Si raccomanda in proposito grande attenzione ai genitori dei bambini che hanno presentato problemi all’orecchio, anche solo modeste otalgie passeggere". 
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