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GENTE VENETA | GVNews

Mercoledi, 17 Giugno 2015

Unioncamere: Il Veneto ha ancora un forte ritardo digitale


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n’economia che cerca di rilanciarsi ma che sconta ancora un ritardo digitale sulla via della reale ripresa. Lo scenario è stato tracciato martedì scorso al padiglione Aquae di Expo Venice 2015 durante la presentazione del rapporto “La situazione economica del Veneto”, curato dal Centro Studi Unioncamere del Veneto. A fare gli onori di casa Fernando Zilio, presidente Unioncamere del Veneto, mentre il Rapporto è stato illustrato da Serafino Pitingaro, responsabile Area Studi e Ricerche Unioncamere del Veneto. A parlare di digitale, cui quest’anno la Relazione ha dedicato un focus di approfondimento.

«Esiste un nesso molto stretto tra sviluppo delle competenze digitali e performance aziendali. Oggi le imprese attive sulla Rete hanno una propensione ad assumere nuovi lavoratori pari al doppio di quelle non attive e, quando utilizzano professionalità legate alla crescita dell’economia digitale, vedono un incremento della produttività, un aumento del fatturato e una più diffusa presenza sui mercati internazionali – ha sottolineato il presidente di Unioncamere del Veneto Fernando Zilio –. Per accelerare i benefici che potrebbero derivare al consolidamento di una ripresa, che è presente ma rimane debole, servono quindi dosi massicce di innovazione e di e-business».

Secondo le previsioni nel 2015 il Pil del Veneto tornerà ad avere una variazione positiva pari al +1,1% che dovrebbe consolidarsi nel corso del biennio 2016-2017 (+1,8% la crescita media). Tale prospettiva collocherà di nuovo il Veneto tra le regioni traino all’economia italiana (in linea col Nord Est ma leggermente alle spalle della Lombardia, che avrà un +1,3%).

Saranno ancora le esportazioni la principale leva di sviluppo con un andamento più dinamico rispetto alle già buone previsioni italiane: l’export veneto dovrebbe crescere del +5,4%, favorito da euro debole, basso prezzo dei prodotti energetici e tassi di interesse in discesa grazie all’azione di contrasto alla deflazione della BCE. La crescita comporta tuttavia rischi come sono consapevoli le molte imprese venete, soprattutto dell’agro-alimentare ed arredo-casa, che lavoravano con Russia ed Ucraina: l’instabilità geo-politica in alcune aree, i bassi potenziali di crescita nei principali mercati di sbocco, le possibili crisi finanziarie sono fattori di rischio rilevanti.

I consumi delle famiglie in Veneto nel 2015 dovrebbero crescere del +1,7% grazie all’auspicato aumento della base occupazionale e a un effetto positivo delle spese dei turisti stranieri anche collegati all’EXPO di Milano. La spesa pubblica dovrebbe registrare una contrazione (-0,7%), ma un contributo positivo arriverà dagli investimenti privati (+1,2%). Solo nel 2016 le imprese dovrebbero effettuare scelte di investimento tali da incrementare la loro dotazione di capacità produttiva.
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