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GENTE VENETA | GVNews

Lunedi, 25 Maggio 2015

Bambini in pronto soccorso? A Mestre attesa piena di giochi


A

l Pronto Soccorso di Mestre, un filo diretto con il Reparto di Pediatria e una serie di “percorsi veloci” limitano i disagi e le attese per i più piccoli. “I bambini sono soggetti particolarmente fragili – spiega il Primario di Pediatria, Giovanni Battista Pozzan – ed è importante che vengano osservati e accolti con percorsi particolari quando accedono al Pronto Soccorso. Questa attenzione nei loro confronti deve esserci sia nel caso di urgenze e di situazioni gravi, sia nel caso in cui abbiano bisogno di interventi di minore entità anche per limitare la attesa stessa.

All’Ospedale dell’Angelo, sottolinea il dottor Pozzan, la collaborazione tra i Pronto Soccorso e la Pediatria inizia già al momento del triage, cioè della prima visita che i bambini ricevono, come ogni utente, una volta arrivati al Pronto Soccorso. L’infermiere li valuta infatti secondo una serie di linee guida redatte e concordate con i medici della Pediatria, per individuare tipo di patologia e la gravità della stessa in modo corretto. A seconda del codice assegnato, e quindi della gravità della situazione, si aprono per il piccolo utente percorsi differenziati, tutti comunque rapidi.
“Quando il Pronto Soccorso si trova di fronte ad un’emergenza, cioè un codice giallo o rosso – continua il Primario – interviene direttamente il medico di Pronto Soccorso: indirizza il bambino presso l’area rossa e chiede la collaborazione del Pediatra, ed eventualmente anche del Rianimatore, nel caso vi sia necessità di un sostegno alle funzioni vitali; oppure accompagnando il paziente presso il Reparto di Pediatria, che viene preavvertito telefonicamente del caso”.

La collaborazione tra Pediatria e Pronto Soccorso è intensa anche per quanto riguarda i casi meno gravi: “Anche per quei bambini a cui viene attribuito un codice bianco o un codice verde – spiega il dottor Pozzan – scatta il percorso breve, e dal Pronto Soccorso i bambini vengono indirizzati in Pediatria. All’arrivo in Reparto vengono sottoposti ad un secondo rapido triage infermieristico, che comprende la valutazione di alcuni parametri come la febbre e la saturazione periferica dell’ossigeno, per essere poi visitati da uno specialista nell’ambulatorio urgenze del Reparto”. I piccoli pazienti non aspettano quindi nella sala d’attesa del Pronto Soccorso, ma nella Sala Giochi della Pediatria, uno spazio pensato per loro, che ha il vantaggio di accoglierli e distrarli, sotto l’occhio vigile del personale ausiliario o dei responsabili della scuola in Ospedale o delle associazioni di volontariato.
Sono più di diecimila ogni anno i bambini visitati in Reparto attraverso questo percorso rapido; molti di meno – per fortuna – i bambini ricoverati, sul totale di quelli visitati: nella Pediatria dell’Angelo i ricoveri, ordinari o in osservazione breve, si aggirano in un anno sul migliaio.

Ai percorsi di emergenza-urgenza e ai fast track in Pediatria, si aggiungono per i bambini arrivati in Pronto Soccorso altri collegamenti veloci con altri Reparti, a seconda della patologia: con l’Oculistica, ad esempio, o con l’Ortopedia, che interviene direttamente attraverso il Pronto Soccorso Ortopedico. “Facciamo ogni sforzo – spiega il Direttore Generale dell’Ulss 12, Giuseppe Dal Ben – per rendere efficiente, anche attraverso queste collaborazioni con i Reparti – la macchina complessa del Pronto Soccorso. E’ sempre necessario ricordare, in particolare in questa Settimana nazionale del Pronto Soccorso, che questa struttura sanitaria nasce con la primaria vocazione di salvare la vita. Il Pronto Soccorso accoglie tutti coloro che vi si recano, e cerca di migliorare sempre la propria risposta, in particolare quella data ai soggetti deboli; ma non può e non deve sostituirsi al Medico di Medicina Generale e alle altre strutture sanitarie sul territorio: ogni uso improprio del Pronto Soccorso, in particolare i troppi ‘codici bianchi’, ne appesantiscono il lavoro, finendo per aumentare il disagio e le attese per gli utenti che del Pronto Soccorso hanno effettivamente bisogno”.
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