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GENTE VENETA | GVNews

Giovedi, 14 Maggio 2015

Padre Angelo: addio al cappellano delle fabbriche


E’

stato per definizione, per anni, il cappellano delle fabbriche di Marghera. Basti dire che il Patriarca Marco Cè chiedeva sempre consigli a p. Angelo per le cose che riguardavano la zona industriale e anche su cosa dire nelle omelie, quando celebrava la messa in fabbrica. E nei momenti di fatica gli chiedeva: «Padre Angelo, raccontami una barzelletta pulita, che mi tiri su...».
E' tornato al Padre, padre Angelo Tironi, lo scorso 8 maggio, dopo una lunga malattia: c'era bisogno, evidentemente, di assistere altri operai, già passati all'altra riva, e di visitare altre fabbriche in Paradiso. «Non era la grotta di Massabielle a Lourdes ove p. Angelo con l’Unitalsi Triveneta aveva portato migliaia di pellegrini ed ammalati, ma la porta del cielo, del paradiso, che si è schiusa per lui», ha detto fr. Giovanni Voltan, il ministro provinciale dei francescani conventuali, che ha pronunciato l'omelia funebre a Camposampiero. Erano presenti anche don Dino Pistolato e alcuni sacerdoti veneziani, oltre a numerosi fedeli giunti dal Patriarcato.

In un convento speciale. Aveva 72 anni ed era originario di Uboldo, in provincia di Varese e diocesi di Milano. Dopo essersi formato nel seminario francescano, è stato ordinato sacerdote nel 1970 da mons. Girolamo Bortignon. Quasi da subito, dal 1971, fu assegnato alla comunità di Marghera, dove ricoprì per parecchi anni anche il servizio di Guardiano. Era un convento speciale, eretto in una casa messa a disposizione dalla diocesi di Venezia, in via della Pila 9, intitolato a San Giuseppe Lavoratore: una fraternità composta da due frati operai e due frati cappellani del lavoro, segno di attenzione della Chiesa al mondo operaio. «Oggi Papa Francesco lo direbbe uno stare in “periferia”, in “uscita” accanto agli uomini per mostrare loro, nella testimonianza profetica, umile e convinta, il volto misericordioso di Dio», ha ricordato p. Voltan. Vi hanno fatto parte, con lui, anche p. Mario Faldani, p. Luciano Bano, p. Tarcisio Ballan e p. Mario Cisotto.

La via del Calvario. Alla chiusura della comunità nel 2001, p. Angelo passò per due anni al S. Cuore di Mestre, continuando il suo ministero di cappellano del lavoro a Porto Marghera. Dal 2003 al 2011 passò a Gazzolo (BS) e dal 2011 a S. Pietro di Barbozza. «Negli ultimi due anni - testimonia il ministro provinciale - egli ha vissuto con fede edificante il male manifestatosi in modo aggressivo: secondo il suo stile ha continuato ad occuparsi in modo premuroso degli altri, tacendo di sé». Dopo l’ultimo prolungato ricovero all’ospedale di Montebelluna, è stato necessario trasferirlo nell'ultimo mese presso il convento S. Maria Gloriosa di Pedavena, dove è morto.

Un più ampio servizio si trova su Gente Veneta di venerdì 15 maggio
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