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GENTE VENETA | GVNews

Giovedi, 30 Aprile 2015

Mestre: ha successo la nuova (e antica) tecnica per vincere la Tbc


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on una valvola nei polmoni si può sconfiggere la tubercolosi: il caso della signora veneziana guarita con la tecnica delle valvole endobronchiali è il primo in Veneto; questo tipo di intervento costituisce una significativa novità nel panorama nazionale, dove ne sono stati realizzati solo cinque prima di questo, e tutti a Firenze.

L’intervento praticato all’Angelo, su una paziente classe 1960 ricoverata nel Reparto di Malattie Infettive, diretto dal dottor Enzo Raise, risale ad un anno fa; e l’autore dell’intervento, il Primario di Pneumologia Loris Ceron (nella foto con la sua équipe), lo racconta solo ora, perché dopo molti mesi la paziente ha visto e toccato con mano i risultati, e si può dire guarita.

La tubercolosi è una malattia batterica che attacca i polmoni. Malattia contagiosa, porta spesso alla necessità di ricovero in isolamento. La si cura con gli antibiotici; quando la malattia è molto resistente, la terapia è lunga e pesante per il paziente. In alcuni rari casi di forme croniche non responsive alla terapia medica si può arrivare anche a intervenire chirurgicamente. Lo ha fatto lo scorso anno la Pneumologia della Ulss 12 con un intervento endoscopico su questa signora veneziana; e lo ha fatto con una tecnica innovativa, cioè con l’applicazioni di valvole endobronchiali.

“L’uso di valvole applicate nei polmoni aggrediti dalla tubercolosi – spiega il dottor Ceron – è quasi un ritorno alle terapie antiche: in effetti, prima dell’avvento dei moderni antibiotici antitubercolari, negli anni Quaranta-Cinquanta, a chi si ammalava di TBC si praticava lo ‘pneumotorace terapeutico’: in estrema sintesi, si faceva collassare il polmone ammalato, rendendolo inutilizzabile per la respirazione, ma creando anche un ambiente ostile per i bacilli della tubercolosi. E sconfiggendo così l’infezione”.

La terapia eseguita a Mestre, cioè con la tecnica innovativa delle valvole endobronchiali, consente però di intervenire in maniera selettiva: dei cinque “lobi” che costituiscono i due polmoni, spiega il Primario, si fa collassare solo quello ammalato, bloccando l'aria in ingresso e permettendone la sola fuoriuscita. Le valvole possono essere poi rimosse senza conseguenze per il paziente, e non è detto che il lobo, prima ammalato e fatto collassare dalla valvola, non possa poi venire recuperato, anche parzialmente.

Il polmone guarito… guarisce l’altro. Di fronte alla forma aggressiva di TBC che aveva colpito la signora veneziana, e che aveva intaccato anche se in misura diversa entrambi i polmoni, gli antibiotici non davano i frutti sperati. Ecco allora che il dottor Raise le ha proposto l’intervento.

Sottoposta la paziente ad anestesia generale, l’équipe della Pneumologia del dottor Ceron è intervenuta con una broncoscopia rigida, ovvero una procedura endoscopica per via orale, inserendo tre valvole nel bronco lobare superiore di uno dei polmoni, per farlo collassare: “Siamo intervenuti solo su un polmone – precisa il Primario – in quanto l’esperienza maturata ha dimostrato che una volta guarito questo, si ottiene un beneficio positivo anche sull'altro, come è stato nel caso della signora”.

Nonostante si sia trattato di un intervento mininvasivo, che consente una ripresa veloce del paziente alla vita di tutti i giorni, dopo l'operazione la signora è rimasta ricoverata ancora alcune settimane, fino a completa negativizzazione dell’espettorato – non va dimenticato che la Tbc è contagiosa –; ora, però, dopo mesi, è guarita e perfettamente ristabilita.
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