Commenti articolo Segnala pagina Stampa pagina  | Segnala su OKNotizie | Share Condividi
GENTE VENETA | GVNews

Domenica, 5 Aprile 2015

Il Patriarca: Pasqua, festa della ragione allargata e delle "pietre che parlano"


P

asqua, la festa della “ragione allargata”. E, proprio perciò, la festa in cui “parlano le pietre”. Il Patriarca sceglie queste espressioni per l’omelia pronunciata nella Messa di Pasqua, in basilica di San Marco a Venezia.

C’è stata una stagione, ormai in larga parte tramontata ma che echeggia ancora qua e là, in cui si è preteso di spiegare ogni cosa con il solo lume della ragione. E’ stata la stagione del metodo sperimentale-positivista: “Tale metodo, però – afferma mons. Moraglia - riporta indietro le lancette dell’orologio della storia. Il pensiero positivista, infatti, ha fatto il suo tempo e, insieme, ha causato non pochi danni allo stesso sapere scientifico e alla cultura in genere; oltre che velleitario, è stato dannoso voler “ridurre” la realtà ad una impossibile oggettività materiale. Tale pretesa si è tradotta in affermazioni insieme ingenue e arroganti; siamo di fronte a un sapere scientifico falsato che oggi è ampiamente superato, come riconoscono gli stessi scienziati. Da tempo, la vera scienza ha preso le distanze dal positivismo”.

Di fronte all’evento della risurrezione, prosegue il Patriarca, “è impossibile applicare il metodo delle pure scienze fisico-sperimentali, soprattutto nella versione positivista. La risurrezione, infatti, è un evento che appartiene alla storia (pensiamo al sepolcro vuoto e alla comunità dei discepoli che annuncia il Risorto) ma, soprattutto, è evento che eccede la storia. Il Risorto, quindi, è reale; è anzi il compiersi ultimo della realtà che, proprio nel Risorto, giunge alla sua pienezza. Esattamente per questo, la risurrezione non può esser assimilata agli altri eventi della storia e neppure a quelli della vita terrena di Gesù, compresa la Sua morte”.  

Per questa ragione, aldilà di ogni pretesta intellettualistica e positivista, “al sepolcro, innanzitutto parlano le pietre. E, infatti, il primo - seppur parziale - annuncio della risurrezione è la pietra rotolata via. Poi, al sepolcro, parlano i lini e il sudario e il loro “ordine inusuale” che male si accompagna alla fretta di ladri preoccupati di fuggire. Infine, al sepolcro, parleranno le Scritture”.

La Pasqua di Risurrezione, con la sua carica di speranza che stimola la ragione ma la eccede, è una risposta piena: “Per vivere – dice ancora il Patriarca nell’omelia - l’uomo ha, quindi, bisogno di trovare il senso della sua vita e Gesù risorto è il senso pieno e vero - oltre la morte - dell’uomo, di ogni uomo, di tutti gli uomini. Il cristiano è così chiamato a condividere il cibo con l’affamato, il vestito con chi ne è privo, la casa con chi non ha un tetto sotto cui ripararsi ma, a partire dalla Pasqua, per il cristiano è essenziale condividere la gioia della fede e riscoprire il senso pieno della vita, sia nel tempo sia nell’eternità. E questo senso pieno è Gesù, risorto dai morti”.

 
Inizio   Segnala paginaSegnala   Stampa   

Fatal error: Uncaught Error: Call to undefined function mysql_close() in /web/htdocs/www.genteveneta.it/home/public/articolo_gvnews.php:203 Stack trace: #0 {main} thrown in /web/htdocs/www.genteveneta.it/home/public/articolo_gvnews.php on line 203