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GENTE VENETA | GVNews

Mercoledi, 25 Marzo 2015

Cgia e 730: dieci milioni di italiani spenderanno per il Caf o un commercialista


«P

er la stragrande maggioranza dei contribuenti italiani il modello 730 costerà di più rispetto all’anno scorso».

A dirlo è il Segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che ha fatto un primo bilancio della situazione in cui buona parte dei lavoratori dipendenti e dei pensionati che presenteranno la dichiarazione dei redditi si troverà ad affrontare nei prossimi mesi.

Sebbene il fisco abbia previsto che da quest’anno la dichiarazione precompilata, buona parte dei contribuenti dovrà integrare i modelli per poter dedurre/detrarre le spese mediche o altre spese.

“Un’operazione che, secondo l’Agenzia delle Entrate, interesserà oltre 14.300.000 modelli, pari al 71,5% su un totale nazionale di quasi 20 milioni di modelli precompilati. A nostro avviso, almeno i 2/3 dei contribuenti, pari in termini assoluti a circa 10 milioni, saranno costretti a ricorrere ad un intermediario fiscale” dichiara Bortolussi.

Gli oltre 14 milioni di contribuenti che dovranno fare l’integrazione, per avere la possibilità di detrarre le spese mediche e altri oneri diversi dagli interessi passivi, premi assicurativi e contributi previdenziali, avranno due possibilità:

1) procedere autonomamente;
2) richiedere la consulenza di un Caf o di un commercialista.
Data la complessità dell’operazione, sarà molto difficile che un pensionato o una persona con poca dimestichezza con il computer opti per la prima possibilità: nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, ricorrerà ad un Caf o ad un professionista.

Da quest’anno, ricorda la CGIA, la compilazione dei modelli 730 fa scattare nei confronti dell’intermediario una responsabilità, in caso di errore, non solo delle sanzioni e degli interessi, come succedeva fino allo scorso anno, ma anche della relativa imposta, a prescindere che l’elaborazione del modello sia fatta in forma da compilare o precompilata.

La novità, molto gravosa per i Caf e i professionisti, sta proprio in questo: fino allo scorso anno in caso di errore il contribuente rispondeva della imposta e l’intermediario delle sanzioni; da quest’anno, invece, l’intermediario risponde anche dell’imposta, pur essendo una voce personale del contribuente.

L’Agenzia delle Entrate è stata molto chiara: le violazioni ripetute da parte dell’intermediario rischieranno di provocare la revoca dello svolgimento dell’attività: inoltre, ai Caf e ai professionisti è stato richiesto un adeguamento per il massimale della polizza assicurativa. Pertanto, per questi soggetti i costi fissi per l’anno in corso sono decisamente aumentati.

“Alla luce di ciò – conclude Bortolussi – i Caf, a seconda della complessità, stanno facendo pagare l’elaborazione dei modelli cosiddetti “precompilati” che, fino all’anno scorso, erano gratuiti. Una vera beffa: nonostante le promesse fatte nei mesi scorsi, la stragrande maggioranza dei contribuenti che dovranno modificare il precompilato sarà chiamata a pagare di più”.

E’ vero che il contribuente può, in possesso di un pin, modificare autonomamente la dichiarazione precompilata; tuttavia, deve addossarsi la responsabilità, le sanzioni e, ovviamente, deve avere un minimo di conoscenza informatica e fiscale che, purtroppo, non è una competenza molto diffusa tra gli italiani, in particolar modo tra quelli di una certa età.
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