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GENTE VENETA | GVNews

Venerdi, 6 Febbraio 2015

Giornata del malato: il Patriarca visita i ricoverati e celebra a Marghera


S

aranno due i momenti attraverso i quali, mercoledì 11 febbraio, memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, il Patriarca celebrerà nella nostra diocesi la Giornata del Malato. Al mattino mons. Moraglia compirà una visita nei reparti dell'ospedale Villa Salus di Mestre. «Dopo aver privilegiato negli anni passati le strutture pubbliche e i momenti di incontro con gli operatori sanitari, quest'anno il Patriarca ha voluto entrare in rapporto diretto con le persone ammalate, che non sempre hanno la possibilità di partecipare alle messe che si celebrano in questo giorno negli ospedali», spiega il direttore dell'Ufficio per la Pastorale della Salute don Dino Pistolato. «Per questo passerà nei reparti e parlerà con i ricoverati».
Al pomeriggio, alle ore 17, il Patriarca presiederà una solenne celebrazione eucaristica nella chiesa di S. Pio X a Marghera, con tutti i soci dell’Unitalsi e con le rappresentanze e i volontari di tutte le associazioni che operano nel mondo della sofferenza.

Con il messaggio “Sapientia cordis. «Io ero gli occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo» (Gb 29,15)” il Santo Padre ha accompagnato quest'anno la XXIII Giornata Mondiale del Malato. Papa Francesco si rivolge “a tutti voi che portate il peso della malattia e siete in diversi modi uniti alla carne di Cristo sofferente; come pure a voi, professionisti e volontari nell’ambito sanitario”. Sapienza del cuore, spiega il Papa, “è servire il fratello”. Come Giobbe, che si metteva a servizio dei bisognosi, “quanti cristiani anche oggi testimoniano, non con le parole, ma con la loro vita radicata in una fede genuina, di essere «occhi per il cieco» e «piedi per lo zoppo»”. Sapienza del cuore “è stare con il fratello. Il tempo passato accanto al malato è un tempo santo. E' lode a Dio, che ci conforma all'immagine di suo Figlio". Sapienza del cuore è anche "uscire da sé verso il fratello. Il nostro mondo dimentica a volte il valore speciale del tempo speso accanto al letto del malato". Ma dietro questo atteggiamento "c'è spesso una fede tiepida, che ha dimenticato quella parola del Signore che dice: «L'avete fatto a me»”. Sapienza del cuore, poi, è “essere solidali col fratello senza giudicarlo”. Il modello da evitare è quello degli amici di Giobbe, che “nascondevano dentro di sé un giudizio negativo su di lui: pensavano che la sua sventura fosse la punizione di Dio per una sua colpa”. Ma “la vera carità è condivisione che non giudica, che non pretende di convertire l'altro; è libera da quella falsa umiltà che sotto sotto cerca approvazione e si compiace del bene fatto”. Il messaggio completo si trova su www.chiesacattolica.it/salute.
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