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GENTE VENETA | GVNews

Venerdi, 30 Agosto 2013

Venezia, il Comune crea la delega per le politiche contro le discriminazioni

  • Il commento
  • E' un po' discriminante anche il nome Camilla...

    C

    ome non dare un plauso a un'iniziativa che vuole «abbattere gli stereotipi e valorizzare i diritti civili»? Siamo tutti d'accordo.

    Ma secondo noi la meritevole azione intrapresa va resa coerente fino in fondo. Per esempio ci pare discriminante che sia così evidente, fin da subito, a che genere appartenga la nuova delegata. Con quel nome Camilla è manifesto che si tratta di una donna. Un'esplicitazione così sfrontata di genere andrebbe secondo noi corretta mutando la vocale finale del suo così come di tutti gli altri nomi.

    Per esempio si potrebbe adottare per tutti la vocale finale “e”. Camille pareggerebbe in maniera deliziosa ogni asperità di genere.
    Preferendo invece la “u” finale si avrebbe invece una gradevole eco di sonorità orientali e ci apriremmo al mondo aldilà di antiquati campanilismi.
    Scegliendo “i” orienteremmo al plurale ogni cosa singolare, pareggiando differenze oggi sempre più evidentemente anacronistiche.

    Per chi, però, come noi, le trapassate tradizioni sembrano ancora valide, Camilla resta un bellissimo nome femminile, così come la distinzione “mamma” e “papà” anche nei moduli burocratici per l'iscrizione dei figli a scuola.

    Con rispetto per chi la pensa diversamente – chi siamo noi per giudicare? - ma convinti che la realtà contiene tante differenze, anche di genere, che per la maggior parte di noi sono il sale della vita.

C

laquo;Abbattere gli stereotipi e valorizzare i diritti civili si può e per farlo è necessario cominciare dal basso, con azioni politiche che incidano sulla pratica quotidiana. È questa la linea che il Comune di Venezia intende attuare – così si legge in un comunicato di Ca' Farsetti - grazie all'istituzione della delega ai Diritti civili, Politiche contro le discriminazioni e Cultura Lgbtq, che il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ha assegnato alla consigliera comunale Camilla Seibezzi».

Le linee progettuali del nuovo mandato sono state illustrate ieri mattina a Ca' Farsetti con una conferenza stampa, alla quale sono intervenuti i consiglieri Seibezzi e Sebastiano Bonzio, delegato del sindaco alle Politiche del lavoro.



La delegata avrà a breve un ufficio e uno spazio dedicato sul sito web del Comune, al quale tutti i cittadini potranno rivolgersi, ma, in attesa di avere piena operatività, ha presentato gli obiettivi principali del suo mandato, «che consistono in azioni concrete con cui “decostruire” gli stereotipi di genere, di etnia, di religione, di orientamento affettivo e sessuale, ma anche quelli – ha sottolineato Seibezzi – che riguardano le persone con disagio mentale e, non per ultima, la più grande discriminazione presente in Italia oggi, ovvero il fatto che sia uno degli ultimi Paesi in Europa in termini di mobilità sociale, a dispetto di studio e merito».

“E' poi fondamentale agire sull'uso del linguaggio, anche burocratico – ha continuato Camilla Seibezzi – spesso, oltre che lesivo, anche inadatto a fotografare la realtà che rappresenta. Penso ad esempio ai bandi per l'assegnazione di case pubbliche o per l'accesso alle scuole, dove si deve indicare il nome della madre e del padre del bambino, e non semplicemente dei genitori o del genitore».
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