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GENTE VENETA | GVNews

Sabato, 6 Luglio 2013

Mestre: smantellato accampamento di "barbanera"

  • Il commento
  • Davanti alle chiese non si chiede la carità

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    n questi giorni si fa un gran parlare – e anche un gran strumentalizzare, da parte di alcuni media – dell'azione intrapresa dal parroco del Duomo di Mestre per tenere alla larga gli accattoni importuni.

    Anzi, più che importuni: quelli con cui ce la si prende sono coloro che si organizzano per mendicare, che lo fanno da professionisti. Più che bisognosi, sono persone che approfittano della disponibilità altrui e che si organizzano per spillare quattrini a chi crede davvero nella carità.

    Allora diciamolo con chiarezza: davanti alle chiese non si cerca l'elemosina. E chi entra nei templi non dà niente a chi domanda quattrini davanti alla porta. La ragione è semplice: ci sono luoghi e strutture fatti apposta per dare un aiuto a chi ne ha bisogno. Per la Chiesa ci sono in particolare la Caritas, la San Vincenzo e altre istituzioni solidali. Lì vada chi ha bisogno di un aiuto.

    Oltretutto, è pure vero che chi è in difficoltà non va davanti a una chiesa a tendere la mano: avete mai visto una persona davvero povera chiedere la carità prima della messa? Sicuramente no: avrete invece sempre visto persone che danno l'idea di aver fatto dell'accattonaggio un mestiere.

    Quindi togliamoci ogni dubbio e, quando li vediamo, non mettiamo mano al portafogli ma indichiamo loro l'indirizzo più vicino di un luogo deputato alla carità.

I

n'operazione congiunta di Polizia Municipale di Venezia e Polizia di Stato ha consentito di sgomberare ieri mattina, dalle ore 8 alle 12.30, un accampamento di fortuna in via Ca' Marcello a Mestre. L’area verde vicino al parcheggio della sede dell’Aci era infatti stata occupata da una quindicina di cittadini romeni di etnia Rom, dediti all’accattonaggio nel Centro storico di Venezia. Sul posto, in stato di evidente degrado, sono state trovate 6 tende, una quindicina di materassi, suppellettili di fortuna accompagnati da avanzi di cibo. Durante le operazioni sono state identificate cinque persone, tre donne e due uomini, tutte di nazionalità romena.

L’operazione si inserisce nel quadro del progetto di rigenerazione urbana “Oculus”, svolto in coordinamento con la Prefettura di Venezia, per mettere in sicurezza aree ed immobili oggetto di occupazioni abusive e degrado.

Di 65 siti degradati oggetto di sgombero e messa in sicurezza, circa la metà ospitavano insediamenti di persone Rom dedite all'accattonaggio. Si tratta di circa sessanta – ottanta soggetti in totale, a seconda dei periodi dell’anno, provenienti dalla provincia romena di Sibiu, nei confronti delle quali la Polizia Municipale provvede a sistematiche azioni di demolizione e rimozione degli accampamenti abusivi, spesso anche con cadenza settimanale, elevando inoltre ogni anno oltre 200 verbali per accattonaggio in zone vietate o per facchinaggio abusivo, in particolare sul Ponte della Costituzione (121 verbali nel 2013, 254 nel 2012). Di questo stesso gruppo di persone, due sono state arrestate in flagranza per i reati di estorsione, una per furto aggravato e altre 24 sono state denunciate, segnalate o sanzionati per inottemperanza al foglio di via, minzione in luogo pubblico, ubriachezza molesta, lesioni a pubblico ufficiale, molestie.
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