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GENTE VENETA | GVNews

Venerdi, 17 Maggio 2013

Brugnaro, il bilancio di Confindustria: Abbiamo retto e, uniti, la ripresa è vicina


S

iamo sulla stessa barca non è solo una frase fatta. E' l'idea di fondo di Luigi Brugnaro, che chiude il quadriennio a capo di Confindustria Venezia, sottolineando che nei tempi grami della crisi vale ancora di più un principio: «Preoccupiamoci di cosa ci unisce, non di cosa ci divide».
Brugnaro, sono stati anni cupi, per via della crisi. Come sta Confindustria Venezia?
Abbiamo retto. Nel periodo più buio abbiamo tirato fuori la parte migliore. Io ho cercato di dire ovunque che l'imprenditore esiste, che è una persona che rischia e che è un lavoratore. Soprattutto che è una persona caparbia, che per primo capisce che l'impresa è una famiglia economica dentro a cui ci sono i suoi collaboratori.
Il segno più forte uscito da questo quadriennio?
E' l'idea in cui ho creduto e credo: l'area metropolitana. Credo che ci voglia, prima della soluzione dei singoli problemi, un quadro d'insieme, che è l'area metropolitana. Quel luogo di bellezza che è Venezia va allargato a tutto il bacino scolante. E questo aiuta a capire la Venezia di domani, una grande città che che sarà ancora più bella e grande in una logica di rapporti, di incrocio delle culture. Venezia, Padova e Treviso, in primis, ma anche Pordenone, Belluno, Rovigo, Vicenza: questa è la grande area metropolitana cui penso. Questa ci consentirebbe di intercettare il futuro, che sarà imperniato sulla competizione fra sistemi metropolitani paragonabili. Su questo dovremmo concentrare le nostre risorse.
Quanto ha inciso la crisi, dal punto di vista occupazionale, fra le imprese di Confindustria Venezia?
Non c'è stato il tracollo, ma una tenuta: quattro anni fa gli occupati erano 52mila e adesso sono poco più di 51mila. Certo, si parla solo degli associati... Noi abbiamo aziende che hanno chiuso, altre che sono in difficoltà e alcune le cui crisi vengono da lontano e hanno origine nella struttura industriale del Paese. Noi qui misuriamo il disinteresse dello Stato rispetto a Venezia sotto il profilo industriale: l'ho denunciato più volte e ancora lo sottolineo.

(L'intervista completa è su Gente Veneta di sabato 18 maggio)
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