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GENTE VENETA | GVNews

Giovedi, 30 Marzo 2017

Dies Academicus della Facoltà di Diritto canonico, il Patriarca: «No al funzionalismo del prete»


«I

l prete non è solo capacità pastorali, organizzative, teologiche o amministrative; è sempre qualcosa di più, è il segno di Gesù nella Chiesa e nel mondo».

Lo ha sottolineato il Patriarca, intervenendo al Dies Academicus della Facoltà di Diritto Canonico San Pio X di Venezia, che giovedì 30 marzo ha aperto ufficialmente il suo nono anno di attività.

Come l'intervento del Preside della Facoltà, mons. Giuliano Brugnotto, e la prolusione del vescovo di San Miniato, mons. Andrea Migliavacca, anche il discorso di mons. Moraglia si è soffermato sul ruolo del sacerdote.

«Ciò che deve caratterizzare il presbitero – ha detto il Patriarca - è, innanzitutto, il rapporto personale con Gesù e il legame col presbiterio (Vescovo e confratelli); è pertanto necessario sottrarsi da ogni atteggiamento funzionalista che nasce da una teologia monca e che, a sua volta, genera un progetto educativo, una spiritualità e una pastorale di stampo riduzionistico. Il funzionalismo è, alla fine, esito di una mentalità che riduce tutto al fare, per cui il ministero del prete si snatura e ne soffre; così il presbitero, presto, si estenua in quello che fa e non ha più un vero fondamento teologico e spirituale, finendo per rimanere smarrito in una vita efficientista che, per un certo tempo, sembra appagare ma poi, ben presto, mostra la sua insufficienza e genera scontento».

Poi un'altra sottolineatura: «L’altro elemento che contribuisce all’identità del presbitero è la sua appartenenza al popolo di Dio. La separazione, infatti, ne determinerebbe l’indebolimento dell’identità; la mancanza di tale senso d’appartenenza al popolo di Dio è, per un presbitero, ferita strutturale. In questo senso – conclude mons. Moraglia - è proprio vero che il presbitero non può stare da solo ma deve avere uno sguardo aperto sulla Chiesa particolare e sulla Chiesa universale, sul mondo. E più ha questo sguardo “cattolico” (universale) più intercetta chi vive accanto».
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