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GENTE VENETA | GVNews

Lunedi, 27 Marzo 2017

Lido di Venezia: chiesa di S. Antonio gremita per l'ultimo saluto a Gianni Bernardi


«S

ono da nato da umili origini e la vita che mi rimane la spenderò per il prossimo». Diceva così Gianni Bernardi ed effettivamente questa frase ben rispecchia quella che è stata la sua vita fino all’ultimo, prima che la malattia lo portasse via all’improvviso all’età di 63 anni.

E’ stato sempre attivo, in prima persona, nelle associazioni e nei movimenti cattolici. Per i suoi funerali, celebrati sabato 25 marzo nella chiesa di Sant’Antonio del Lido di Venezia, la chiesa era stracolma di gente, venuta a rendergli omaggio.

Due sestieri della città, il Lido, dove abitava in via Sandro Gallo a Città Giardino, e Castello, suo luogo d’origine lo hanno accompagnato con affetto e nella preghiera. La santa messa delle esequie è stata presieduta da don Renato Mazzuia, parroco di Sant’Antonio, affiancato dal concelebrante don Luigi Vitturi. La liturgia è stata animata dai canti dal coro di Castello e, al termine della cerimonia, la bara è stata portata in spalla dagli amici e colleghi della Protezione civile del Lido di cui Gianni era un apprezzato volontario, sempre in prima linea.

Bernardi era nato a Venezia l’8 dicembre del 1953, da una famiglia operaia. Quelle origini operaie che non ha mai tradito per tutta la vita, anche nel rapporto con gli altri e nell’aiutare il prossimo che aveva bisogno. Molto attivo anche in parrocchia, insieme alla moglie Marilena sua compagna di una vita, era profondamente legato anche a Castello e al patronato salesiano “Leone XIII”.

Per trentacinque anni è stato dipendente di Actv come addetto ai rifornimenti di gasolio dei vaporetti, motoscafi e ferryboat, fino alla pensione raggiunta nel 2012. La sua vita è sempre stata scandita da famiglia e volontariato. La nascita della figlia Marta nel 1986 aveva completato il quadro della sua famiglia e tra le sue gioie più grandi va ricordato quando Marta aveva conseguito la laurea in Economia dell'Arte e della Cultura. Si è dedicato alla cura dei suoceri anziani ma anche delle persone meno abbienti, più disagiate.

Ha collaborato molto con la locale sezione dell'Auser e con la Protezione civile. Insomma la sua passione era dedicarsi agli altri attraverso la passione civica e la tranquillità del suo modo di fare, di rapportarsi con la gente. Così è stato fino all’ultimo, attorniato dalla moglie Marilena, dalla figlia Marta e da tutti i suoi cari. Il decesso è sopraggiunto, nei giorni scorsi, all’ospedale civile di Venezia e la famiglia si è immediatamente attivata per chiedere di fare chiarezza sulle cause che hanno portato alla morte così improvvisa. (L.M.)
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