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GENTE VENETA | GVNews

Sabato, 11 Febbraio 2017

Il Patriarca al Fatebenefratelli: «Medicina non è solo guarire, ma prendersi cura del malato»


«L

a medicina non è solo la scienza e l’arte di guarire il malato; è prima di tutto la scienza e l’arte di curarlo, ossia di farsene carico, di prendersene cura; con una parola, appunto, curarlo».

E' un passaggio dell'omelia pronunciata oggi, sabato 11 febbraio, dal Patriarca Francesco all'ospedale Fatebenefratelli di Venezia, nella Giornata mondiale del Malato.

«Una medicina degna dell’uomo – prosegue il Patriarca - sempre si prende cura del malato e di ogni malato anche quando si deve confrontare con i propri limiti; d’altra parte, la medicina cresce proprio nel momento in cui non si dà per vinta, anche di fronte a quella che può essere una attuale impotenza. E quando è in gioco la vita delle persone bisogna respingere ogni tentativo di mediazione al ribasso, sia sul piano etico sia su quello del progetto sociale che s’intende promuovere; è importante ribadire il dovere della palliazione, idratazione e nutrizione».

Palliazione, idratazione e nutrizione che hanno direttamente a che fare con il prendersi cura del malato. Ma lo sguardo di mons. Moraglia è andato anche sul coraggio e le frontiere della medicina: «La vera medicina non si dà per vinta e, senza cadere nell’accanimento terapeutico, si guarda sempre, però, dal praticare l’abbandono terapeutico; una medicina fedele a se stessa sa che molti casi oggi umanamente “chiusi”, se non ci si dà per vinti, domani saranno casi “aperti”».

E, in ogni caso, c'è il sostegno che non viene mai a mancare: «Il nostro mondo spesso si presenta come un mondo di paura, la paura della miseria, della povertà, la paura della solitudine, della vecchiaia, della sofferenza, della malattia, della morte, la paura della violenza di chi ci sta vicino, la paura del fanatismo… La nostra società ha cercato di contrastare queste paure come umanamente poteva fare e ha dispiegato sistemi assicurativi che dicono di tutelarci su tutto; ma sappiamo bene che, alla fine, nessuna assicurazione e nessuna polizza può garantirci in modo assoluto. L’unica assicurazione valida in ogni momento, ma soprattutto nel momento ultimo, è quella che viene dal Signore che dice e ripete in continuazione a ciascuno di noi: “Non temere, io sono sempre con te”».

Una certezza e un sostegno, questi, che rimandano ad un grande testimone: «Lo sapeva bene – ha aggiunto il Patriarca - e lo ha sperimentato con chiarezza e forza, nel corso della sua vita avventurosa, san Giovanni di Dio - iniziatore del benemerito Ordine Ospedaliero detto dei "Fatebenefratelli" - quando cominciò a dar vita alla sua opera di assistenza ai poveri, ai malati e ai bisognosi anche attraverso l’intuizione di costruire veri e stabili luoghi di accoglienza per i malati. “Dove manca carità, qui manca Dio”, era solito dire. E possiamo dire, ogni giorno di più, che aveva capito tutto».

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