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GENTE VENETA | GVNews

Mercoledi, 20 Gennaio 2016

L'assessore regionale Bottacin: «Agire per ridurre le le emissioni del riscaldamento civile»

  • Il commento
  • L'assessore legga anche GV. E si ricordi dell'accordo che c'è già

    A

    parte gli articoli di Stella, l'assessore Bottacin legga anche quelli di Gente Veneta. A parte i numerosi già pubblicati sul tema, il numero in distribuzione da giovedì 21 gennaio mostra qual è il problema del riscaldamento domestico e come si potrebbe affrontarlo.

    Mostra anche la bontà e i limiti di un'iniziativa della Regione. Ah, alla richiesta di informazioni su quella, l'entourage dell'assessore fa sapere che, a sei mesi dall'insediamento, l'assessore stesso non ha ancora tutti gli elementi per fornire una valutazione...

    Un promemoria, infine, a proposito delle strategie che giustamente si richiede siano nazionali, e non solo regionali, per affrontare l'inquinamento. Il 13 dicembre 2013 cinque ministri, i presidenti delle Regioni Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia e Veneto (era Zaia), oltre ai presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano, hanno sottoscritto un accordo di programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell'aria nel bacino padano.

    Che ne è di quell'accordo, dei cui esiti non si trova traccia?

A

ldquo;L’articolo di Gian Antonio Stella, pubblicato oggi sul Corriere della Sera, fotografa impietosamente una situazione paradossale ma vera: le risorse per ridurre lo smog potrebbero esserci ma le regole della burocrazia statale per ottenerle sono insormontabili per il cittadino comune. C’è una soluzione? O si danno alle Regioni i soldi da gestire o il governo si decida a rivedere, semplificandoli, i meccanismi di assegnazione”. A dirlo è l’assessore all’ambiente della Regione Veneto, Gianpaolo Bottacin, reduce da una riunione, ieri a Roma, della Commissione Stato-Regioni su questo tema.

“Il Veneto – sottolinea Bottacin - non ha aderito al protocollo nazionale antinquinamento sottoscritto il 30 dicembre scorso tra Governo, Regioni e Comuni perché non ne condivide i contenuti. L’attenzione è infatti troppo sbilanciata sui trasporti, come se fossero l’unica causa dello smog e delle polveri sottoli. Non è così. I limiti al traffico urbano o addirittura imporre una velocità massima di 30 chilometri all’ora non solo è ridicolo ma anche controproducente, visto che il funzionamento dei motori a scoppio a bassa velocità aumenta le emissioni e quindi l’accumulo degli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera”.

“I dati ci dicono però – prosegue l’assessore veneto – che le emissioni prodotte dai veicoli circolanti e dall’industria sono in calo. Quelle degli impianti termici invece non calano. Ho contestato il protocollo del 30 dicembre, perché le poche risorse messe sul tappeto sono una presa in giro (12 milioni a livello nazionale per incentivare il trasporto pubblico locale) e perché limitato a misure spot che non affrontano i veri nodi strutturali a partire dal riscaldamento civile. I sindaci si rivolgono alle Regioni e le Regioni al governo. Ma anche se ci fossero realmente i 900 milioni per l’efficienza energetica citati nell’articolo di Stella, ottenerli resterebbe comunque un percorso ad ostacoli senza cambiare le regole attuali”.

“Resta il problema della pianura padana – conclude Bottacin - dove si registra la maggiore concentrazione di inquinanti proprio per la sua morfologia. Il ministro Galletti aveva promesso un incontro che le regioni padane per metà gennaio. Finora non c’è stata nessuna convocazione. Gli ho scritto per sollecitarlo e capire se il governo ha veramente intenzione di affrontare il problema in modo serio e in forma organica”.
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