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GENTE VENETA | GVNews

Venerdi, 20 Novembre 2015

Regione, l'assessore alla sicurezza: «Vietiamo il velo alle donne islamiche»

  • Il commento
  • Non è il velo da togliere: sarebbe solo un dispettuccio

    M

    a non è il velo da togliere. Sono i terroristi da togliere dalla circolazione. Sembra un dispettuccio, più che una strategia, il voler vietare il velo alle donne islamiche.

    E' un tratto distintivo della loro cultura, poco comprensibile e molto lontano dalla nostra sensibilità, certo. Ma a che serve scacciare il topolino, quando dietro c'è il leone che ruggisce?

    Lasciate stare il velo a chi lo vuole portare. Si diano strumenti e risorse, invece, a quelle forze di polizia e di sicurezza che sanno infiltrarsi nei gruppi pericolosi. Date a questi uomini un velo, piuttosto. Per svelare le trame occulte.

M

laquo;Io sto senza alcun dubbio con il procuratore Nordio: facciamo rispettare le leggi che impediscono per evidenti motivi di sicurezza l’uso del velo che travisa i volti e non consente il riconoscimento delle persone. Aggiungo che la norma che impone questo divieto va applicata non solo nei luoghi più sensibili, quale è sicuramente Venezia, ma in tutto il nostro territorio».

Lo afferma l’assessore alla sicurezza della Regione del Veneto, Cristiano Corazzari, sostenendo convintamente le opinioni del procuratore aggiunto di Venezia, Carlo Nordio, apparse oggi sulla stampa in merito alla necessità di proibire l’uso del velo a fini preventivi e di controllo.

“I recenti tragici fatti di Parigi testimoniano la necessità di essere ancor più pronti e attenti a mettere in atto tutte le precauzioni possibili per limitare i rischi che derivano dal terrorismo – sottolinea Corazzari –: quella di vietare l’uso del velo non è solo una posizione di buon senso ma una giusta risposta allo stato di allerta al quale la barbarie e il fanatismo ci hanno purtroppo costretto”.

“Prima di tutto, anche delle abitudini religiose, viene il valore della vita umana e l’incolumità dei cittadini – conclude Corazzari – e noi dobbiamo sentirci impegnati a proteggere e difendere le nostre comunità, applicando capillarmente le leggi che già esistono e punendo chi non le rispetta”.
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