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GENTE VENETA | GVNews

Venerdi, 17 Gennaio 2014

Sono 240mila gli uccelli migratori che hanno svernato in laguna

  • Il commento
  • I numeri non tornano. Ma non è un dramma riconoscerlo

    L'

    assessore provinciale alla caccia Mario dalla Tor in parte lo riconosce, parlando di «un inverno particolarmente mite che ha mantenuto parte delle popolazioni migratrici nelle aree centro europee». E probabilmente è così e il calo di presenze degli uccelli svernanti non è un dramma.
    Ma è proprio per questo, perché verosimilmente non è un dramma, che si fatica a capire perché non si riconosca che quest'anno i numeri non tornano.

    Il censimento degli uccelli acquatici svernanti nelle lagune e nelle aree umide del Veneziano ha portato a contare, nei giorni scorsi, circa 240mila esemplari. Che non è «un dato sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti», come aggiunge dalla Tor, ma in sostanzioso regresso.

    L'anno precedente, infatti, il comunicato stampa della Provincia riportava: «Sono ben 365.886 gli uccelli acquatici che hanno scelto questa zona del nostro territorio» e l'assessore parlava di «presenze regolari che negli ultimi quattro anni hanno sempre superato il valore di 300.000 esemplari, raggiungendo nel 2012 un picco di oltre 400.000 esemplari».

    Il calo di 120mila volatili censiti con ogni probabilità dice solo che quest'anno non si sono avute le condizioni dell'anno passato. Ma non è una colpa del pubblico amministratore, così come non è detto che fosse un suo merito (e neppure che fosse una cosa buona tout court) il numero alto e crescente degli anni precedenti.

L'

sono svolti nei giorni scorsi gli annuali censimenti degli uccelli acquatici svernanti sulle lagune e sulle zone umide minori della provincia veneziana.

I censimenti, promossi dalla Provincia - assessore alla caccia Mario dalla Tor - con il  coordinamento scientifico dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, hanno impegnato circa 100 persone, tra tecnici esperti dell’associazione Faunisti Veneti, agenti della polizia provinciale e personale delle aziende faunistico venatorie vallive.I risultati dei censimenti sono ora in fase di elaborazione, ma già ad una prima lettura le Lagune di Venezia e di Caorle si confermano come zone umide di importanza internazionale, di assoluto rilievo rispetto alle altre aree costiere europee e del bacino del Mediterraneo.

Il numero complessivo delle diverse specie di anatre (Germano reale, Alzavola, Fischione, Codone, Moriglione) ha raggiunto le 240.000 unità, un dato sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti, complice probabilmente un inverno particolarmente mite che ha mantenuto parte delle popolazioni migratrici nelle aree centro europee.

In aumento, invece, i piccoli uccelli limicoli che frequentano le barene e le velme delle aree soggette a marea della Laguna di Venezia: i Piovanelli pancianera, ad esempio, dovrebbero aver sfiorato il valore record di 40.000 individui, mai registrato negli ultimi 20 anni. Non sono mancate alcune rarità come le due Aquile anatraie maggiori osservate in Laguna di Caorle, la Moretta codona in Valle Vecchia, l’Edredone in Laguna di Venezia.

Il vicepresidente e assessore alla Caccia Mario Dalla Tor: «Anche quest’anno i censimenti hanno confermato il grande valore ambientale della lagune di Venezia e Caorle. La Provincia è orgogliosa per il lavoro iniziato più di vent’anni fa attraverso tecniche rigorosamente scientifiche. Evidenziando gli effetti positivi delle attività gestionali condotte da tutti i soggetti interessati».
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