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GENTE VENETA | GVNews

Lunedi, 18 Novembre 2013

Appelli problematici e vendita di tre palazzi: a Ca' Foscari nasce un parapiglia

  • Il commento
  • Università a Venezia, il prezzo da pagare

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    enezia è bella. Venezia costa. Lo sanno i privati, lo sanno le istituzioni. Anche l'università che sta per mettere in vendita tre palazzi - onerosi indubbiamente - per la permuta di uno solo.
    Una scelta, quella operata dall'ateneo guidato da Carlo Carraro, che sta facendo discutere.

    Il rettore in questi anni ha dato un importantissimo impulso all'università veneziana: è cresciuto il numero delle immatricolazioni, l'ateneo si sta affermando nel campo della ricerca e dell'innovazione. Tutte ottime cose. E al rettore Carraro va la massima solidarietà per aver subito la protesta violenta di alcuni studenti: non sono questi i metodi con cui far ascoltare legittimamente le proprie istanze.

    Ma se l'università Ca' Foscari di Venezia - ripetiamo "di Venezia" - non può permettersi di rimanere in città, ne prenda atto. Venezia è un costo e una responsabilità: fregiarsi in tutto il mondo di questo prestigioso titolo "Università di Venezia" non è per tutti. E non è gratis. (S.S.L.)

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lta tensione a Ca' Foscari, venerdì della scorsa settimana. Proteste, urla, “barricate” da parte dei consiglieri di amministrazioni dell'ateneo veneziano o fortino espugnato dagli studenti a forza di spinte. Le versioni dei fatti sono differenti.

Fatto sta che al centro ci sono due questioni. Al prima è quella della vendita di tre palazzi, sedi universitarie: Ca’ Bembo, Ca’ Cappello e palazzo Cosulich, le tre sedi storiche di Ca’ Foscari
I tre edifici sono stati individuati per essere messi sul mercato, così da ricavare i soldi necessari per acquistare una nuova sede.

La decisione non va giù a molti studenti e ad alcuni intellettuali veneziani, tra cui Tiziano Scara e Roberto Ferrucci, intervenuti pubblicamente contro questa scelta.

Poi c'è la questione degli appelli: troppo pochi, secondo gi studenti, e organizzati secondo calendari inadatti alle esigenze di studio.

Così la protesta monta e i giovani prendono d'assalto i locali che ospitano il rettore e i consiglieri impegnati in un cda. Come poi siano andate le cose, le cronache sono, appunto, divergenti. Tra gli studenti c'è chi dice che il rettore Carraro avrebbe perfino preso per il collo un manifestante. Fatto non comprovato, al punto da far scattare la minaccia di una querela per diffamazione nei confronti di chi ha così raccontato il parapiglia.

Carlo Carraro parla invece di «una autentica irruzione, nel corso della riunione del Cda, da parte di uno sparuto numero di studenti esagitati, entrati di prepotenza dopo aver a lungo picchiato contro la porta, fino a riuscire a sfondarla, e imbrattato alcuni angoli di Ca' Foscari. Di fronte a tutto ciò mi sono alzato con l'intenzione di parlare agli studenti, ma mi sono ritrovato a essere spinto con modi violenti da qualcuno di loro. Ho finora soprasseduto alle ripetute offese che mi sono state rivolte in quel frangente, nonostante abbia accettato di rispondere puntualmente alle loro domande e richieste di chiarimento. Ho tollerato pure l'interruzione di pubblico servizio, le porte sfondate, le urla». Ma a tutto c'è un limite.
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