Commenti articolo Segnala pagina Stampa pagina  | Segnala su OKNotizie | Share Condividi
GENTE VENETA | GVNews

Sabato, 12 Ottobre 2013

Mose, l'esordio è ok: si alzano le prime quattro paratoie

  • Il commento
  • Mose: adesso l'impegno solenne dello Stato di pagare la manutenzione

    L

    a buona notizia è che il Mose è emerso dalle acque. Sabato 12 ottobre il levarsi delle prime quattro paratoie è stato mostrato al mondo intero. Ed entro tre anni l'opera sarà finita: così hanno garantito il ministro delle Infrastrutture Lupi, il Magistrato alle Acque e il Consorzio Venezia Nuova.
    Lupi, in particolare, nel suo sito scrive: «Nella legge di stabilità ci saranno tutte le risorse necessarie per concludere la grande opera (altri 400 milioni). L’obiettivo tassativo è il completamento dell’opera entro il 2016».
    Il primo obiettivo, dunque, sembra raggiunto e la soddisfazione di vedere portata a termine un'opera così colossale a difesa di Venezia non può che essere di tutti.
    In mezzo, però, ai tanti punti esclamativi di questi giorni, resta ben saldo un punto di domanda. La questione è: lo Stato si impegnerà a pagare in perpetuo il lavoro di gestione e manutenzione – assolutamente necessario – del Mose?
    Va dato atto allo Stato che finora ha finanziato l'opera in modo cospicuo, spendendo circa un milione di euro al giorno, dal 2000 ad oggi, per consentire la difesa della città.
    Ma da quando tutte le paratoie saranno al loro posto, inizierà la routine. Una routine onerosa, visto che si prevede che gestione e manutenzione costeranno 25 milioni di euro l'anno. Tantissimi soldi, più o meno 70mila euro al giorno, necessari perché le opere poste sott'acqua vanno incontro a un veloce degrado. Ogni cinque anni, infatti, è previsto che tutte le 78 paratoie, a turno, saranno tolte dalla loro sede e portate in Arsenale per la manutenzione: «E' un po' come avere una Ferrari», esemplifica con un'immagine Alberto Scotti, l'ingegnere progettista del Mose: «All'inizio è perfetta, ma se non la si porta mai dal meccanico, dopo dieci anni anche una Ferrari diventa un ferrovecchio».
    La stessa gestione delle dighe mobili ha costi significativi. Magari, di fronte ai miliardi spesi finora, è poca cosa; però ogni volta che le paratoie saranno usate, occorrerà energia elettrica in gran quantità. Tant'è che è stato predisposto un sistema di alimentazione da 12 Megawatt di potenza. Tradotto, significa che ogni ora di esercizio del Mose costerà mille euro solo di elettricità.
    Sabato scorso il ministro Lupi ha garantito che il Mose sarà finito, e questo è già un impegno fondamentale. Ma cominciano a stringere i tempi perché lo Stato dica solennemente che si impegna a coprire la spesa necessaria a far funzionare le dighe per decenni, salvando Venezia dall'acqua alta. Evitando alle paratoie di diventare rugginose dimore per “peoci”. Non c'è alternativa, ci pare...

L

nbsp;L'esordio ha successo: oggi,  sabato 12 ottobre,  le prime quattro  paratoie sono uscite dall'acqua,  nella bocca di porto del Lido 

Non si trattava di un'inaugurazione,  ma della presentazione  al mondo di un'opera colossale,  che difenderà Venezia dalle  acque alte. E,  per la prima volta,  non una sola paratoia,  ma un sistema di quattro elementi in acciaio è sorto dall'acqua. 

Tra circa un mese,  poi, inizierà la discesa in acqua di una quindicina  di cassoni, quei blocchi di calcestruzzo grandi come un condominio di sei piani. Su di essi alloggeranndo tutte le altre paratoie. 

Inizio   Segnala paginaSegnala   Stampa