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GENTE VENETA | Società e cultura | Archivio

Domenica, 26 Marzo 2017

Reinhold Messner a Venezia: «L'Europa sia unita, costruisca fiducia e si prenda cura del mondo»


«P

er salvare il pianeta e per averne cura serve un governo mondiale. Una cosa che non avremo finché ci saranno presidenti come Trump o Putin. Perciò l'Europa deve fare sentire con forza e unità la sua voce: sui temi dell'ecologia e delle politiche sociali noi siamo l'avanguardia e il meglio al mondo».



Lo dice Reinhold Messner, all'Arsenale di Venezia per tenere una conferenza su una delle esplorazioni più avventurose e ardite della storia: quella che, tra il 1914 e il 1916, vide protagonisti Ernest Shackleton, Frank Wild e altri 28 uomini. Tentarono di raggiungere il Polo sud, ma l'impresa fallì e si salvarono grazie alla tenacia, all'attaccamento alla vita ma, soprattutto, grazie alla fiducia che il leader del gruppo, Frank Wild, seppe infondere nei compagni.

«Il mio eroe – sottolinea Messner, l'unico uomo al mondo ad aver scalato tutti le 14 vette sopra gli ottomila metri - è Frank Wild. E lo è proprio perché ha saputo salvare un gruppo di persone disperate grazie alla fiducia che ha trasfuso in loro. E la fiducia è la grande ricchezza che oggi, nella situazione politica locale e globale, se n'è andata».

Un patrimonio basilare, quello della fiducia, «che ha a che fare – continua l'alpinista, esploratore e scrittore altoatesino, oggi 72enne - con la nostra situazione in Europa, ma anche con quella in America o in Russia. Spero che riusciremo a ricostruire la fiducia e a farlo può essere l'Europa. Se noi parliamo con una voce forte, se il Parlamento europeo o i politici europei avranno la forza di parlare a nome di tutti i 500 milioni di cittadini europei, allora possiamo dare la direzione al mondo. Se litighiamo, invece, gli altri – a partire dai due grandi inquinatori Cina e Stati Uniti, faranno quello che vorranno».

L'Europa abbia un ruolo, auspica Messner, e l'Italia lo sostenga con forza: «L'Italia non è nazionalista: è più europeista e meno egoista di altri Paesi. Basta che non vinca Grillo, perché lui è l'estrema sinistra e l'estrema destra insieme: è di un populismo estremo, che non porta niente di buono».

(Un più ampio servizio, con l'intervista a GV, nel prossimo numero di Gente Veneta, in distribuzione da giovedì 30 marzo)

Giorgio Malavasi
Tratto da GENTE VENETA, n.13/2017

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