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GENTE VENETA | Veneto | Archivio

Sabato, 18 Marzo 2017

"Energy with Africa", l'aiuto della Cittadella scolastica di Mirano raddoppia


A

iutiamoli a casa loro non è uno slogan vuoto. Oggi, con “Energy with Africa”, ha un tassello di concretezza in più. Anzi, fa due balzi in avanti la collaborazione tra la Cittadella scolastica di Mirano e l'università di Labé in Guinea.

Il primo balzo sta nel fatto che, se finora le scuole veneziane hanno lavorato “per” l'università guineiana – donando e installando là un impianto fotovoltaico – adesso inizia il lavorare “con”.



I docenti veneti, in particolare quelli dell'Istituto Levi-Ponti, stanno avviando la formazione a distanza, in internet, di insegnanti guineiani che a loro volta insegneranno come realizzare, gestire e manutenere impianti solari per la produzione di energia elettrica.

In ottobre, poi, un paio di insegnanti della Cittadella miranese voleranno in Africa e vi si tratterranno alcuni giorni per formare anche di persona i formatori dell'università di Labé. Intanto all'8 Marzo si studia il microcredito e al liceo Majorana si approfondisce cosa vuol dire mediazione culturale e linguistica.

«L'ottica di fondo – sottolinea la preside del Levi-Ponti, Marialuisa Favaro – è quella della solidarietà internazionale. Ma non in forma unidirezionale – noi che doniamo qualcosa a loro – bensì in forma collaborativa: noi li aiutiamo a maturare le competenze e dotarsi delle risorse grazie a cui la vita nel loro Paese sarà migliore. E questo obiettivo ha valenza educativa per i nostri studenti, che imparano ad affrontare il tema delle migrazioni oltre le paure e i preconcetti».

Un progetto, quello di “Energy with Africa”, aperto al territorio, oltre la scuola: vi partecipano infatti anche le Acli provinciali di Venezia e il Cesvitem. E alla presentazione dell'iniziativa, sabato 18 al “Levi-Ponti”, intervengono anche il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello, il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto Bruno Pigozzo e il deputato veneziano Andrea Causin.

«Il modello di sviluppo locale in Africa – afferma Causin - è vincente. E nel giro di pochi anni il continente può diventare, se sostenuto in questa direzione, un luogo di grande sviluppo e anche un ottimo mercato per l'Europa».

Per Pigozzo, poi, i bandi per la cooperazione finanziati dalla Regione, sia pure dotati di poche migliaia di euro, possono sollecitare altre scuole a seguire lo stesso percorso della Cittadella di Mirano.



E il secondo balzo in avanti? Ha il nome di “Scholar” e le fattezze di una valigetta di legno. Contiene un piccolo impianto fotovoltaico completo e autonomo, progettato e realizzato dagli insegnanti del Levi-Ponti, in particolare i professori Baldan e Caramma.
Dotato di pannelli, inverter e accumulatore, Scholar (il nome è la fusione di School e Solar) permette di produrre energia elettrica, immagazzinarla e usarla grazie alle batterie. E' un sistema ideale per una casa isolata e, a maggior ragione, per un villaggio africano. Consente un'autonomia di parecchie ore per una lampada da tavolo a led, ma di 3-4 ore per un pc; oppure basta per caricare il cellulare e illuminare una stanza, di sera. Il costo dei materiali che servono per realizzarlo è di 150 euro. «Vogliamo insegnare ai guineiani – conclude il prof. Baldan – come si fa a realizzarlo».

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti relativi al progetto sono consultabili nel nuovo sito www.energywithafrica.it, ideato  e realizzato da un gruppo di studenti dell'8 Marzo-Lorenz e del Levi-Ponti, con la consulenza del Cesvitem. (G.M.)


Tratto da GENTE VENETA, n.12/2017

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