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GENTE VENETA | Mestre | Archivio

Venerdi, 17 Marzo 2017

«Mestre è la città più accogliente d'Europa»: parola dei coristi stranieri di "Voci dal mondo"


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estre è la città più accogliente d’Europa. A cantarlo fuori dai denti è il coro multietnico mestrino Voci dal mondo, in un'ottantina di accenti intonati di tutte le età e nazionalità.

Quattordici etnie, ad esser precisi, che da otto anni si danno appuntamento ogni lunedì sera nel cuore del quartiere mestrino più discusso, in una piccola laterale di via Piave, all’interno di una saletta al piano terra del Centro civico.



Spesso, mentre vocalizzano canti popolari italiani, africani, pakistani o moldavi, dalle grandi vetrate affacciate al cortile intravedono gli spacciatori nascosti nell’ombra, piacevolmente sorpresi da quelle musiche.

Un’emozione positiva che si propaga in strada.
«Oltre a trovarci qui, di fatto interveniamo anche all'esterno» racconta la corista mestrina Silvana. «Questa emozione positiva si propaga anche in strada», come le loro voci, percepibili a decine di metri di distanza dall’edificio. «L’esperienza è forte e positiva. Perché cantando facciamo sentire tutta la nostra voglia di stare insieme». «È vero, chi spaccia qui vicino è incuriosito e stupito, e forse comincia a riflettere» le fa eco la collega Cristina.

Diretto dalla maestra di canto Giuseppina Casarin, il coro intercontinentale è composto da una cinquantina di donne e una trentina di uomini provenienti da Sri Lanka, Pakistan, Kirghizistan, Somalia, Nigeria, Gambia, Guinea Bissau, Sierra Leone, Costa D’Avorio, Francia, Spagna, Moldavia, Romania e Italia. E mostra di avere una percezione diversa della Mestre fuori controllo raccontata dai quotidiani locali, «perché Mestre è la città europea che ci ha accolto meglio. E anche se i giornali raccontano solo paura, il bello dell’immigrazione siamo noi: una culla che dondola il diverso, una sola voce a parlare di uguaglianza» sostengono a pieni polmoni.
«Ho viaggiato tanto in Europa - spiega la corista Aizura dal Kirghizistan - e solo qua in Italia la gente è molto accogliente. Nei Paesi del nord le persone invece non ti vedono, ti ignorano. Ma è solo la paura a imprigionarle».

«In questa città ho trovato aiuto».
«Mestre non è terrificante come raccontano i giornali» sostiene la corista rumena Micaela, da 13 anni a Venezia. «Non mi hanno mai trattata da migrante. In questa città ho trovato aiuti, opinioni, indirizzi utili. Cambiamenti nel quartiere ci sono sempre, ora è il momento dell’afflusso degli africani. Ma nessuno mi ha mai aggredita o trattata con sdegno. I giornali scrivono poco di quanto c’è di bello in questa città. E il bello siamo anche noi: persone da ogni parte del mondo che stanno vicine».

Anche per Rebecca, voce del Sierra Leone, il coro è l’esempio perfetto d’inclusione che cambia il volto della città: «Questo coro è pieno d’amore, la gente qui ha una mente pulita e accogliente. Mi trattano come fossi membro della loro famiglia. Sono tante voci che si fondono in una sola persona, in una sola idea di pace».

«Sì - concorda la corista moldava Maria - mi sento come in una culla che mi dondola e mi fa stare bene. Qui possiamo lasciare alle spalle ogni nostalgia del nostro paese».

Giulia Busetto


Tratto da GENTE VENETA, n.10/2017

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