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GENTE VENETA | Opinioni | Archivio

Venerdi, 17 Marzo 2017

Al posto del velo una spilletta con la mezzaluna


E

mettersi sulla giacca o sulla maglia una spilletta a forma di mezzaluna con la stella? Non sarebbe sufficiente un piccolo segno – anziché il vistoso velo – per dire con libertà il proprio credo religioso islamico, senza arrecare fastidio a qualcuno?

Verrebbe da proporlo dopo la sentenza di martedì scorso della Corte di Giustizia europea, per la quale non costituisce discriminazione vietare al dipendente, da parte di un datore di lavoro, di indossare segni del proprio credo politico, filosofico o religioso. Una sentenza, questa, nata dal ricorso di due aziende contro dipendenti, che ad un certo punto, hanno preso a mettersi regolarmente il velo durante il lavoro. E per chi incontra una receptionist non è indifferente vedere e avere a che fare con una ragazza con il velo oppure a capo scoperto.



Non ci piace la sentenza che consente di vietare ogni segno esteriore di ciò in cui si crede nel profondo. La libertà di espressione è fondamentale.

Siamo però convinti che ci sia una misura nell'espressione di questa libertà, correlata al rispetto della sensibilità altrui. Allora una spilletta con la mezzaluna, così come una spielletta con la croce, permettono di dire ciò in cui si crede, senza esagerare.
Normare questo equilibrio è probabilmente impossibile, sostenerne culturalmente l'opportunità si può fare.

Giorgio Malavasi
Tratto da GENTE VENETA, n.11/2017

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