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GENTE VENETA | Società e cultura | Archivio

Sabato, 11 Marzo 2017

Ecumenismo e cinema: a Venezia una rassegna su Nord e Sud del mondo


“D

ove sono finiti il Nord e il Sud (… del mondo)?” è il titolo della rassegna cinematografica promossa congiuntamente dalla Casa del Cinema del Comune di Venezia – Circuito Cinema e l’Associazione Protestante Cinema Roberto Sbaffi, con la collaborazione del SAE (Segretariato Attività Ecumeniche) gruppo di Venezia e il Centro Culturale Protestante Palazzo Cavagnis.

Da febbraio a maggio, una volta al mese l’iniziativa si propone di cogliere con il cinema la complessità della nuova situazione italiana, europea e mondiale frutto dell’immigrazione ma anche di un incontro di culture globale di una ampiezza e varietà sconosciuta nel passato.



La rassegna si è aperta con il film “Il sud è niente” di un giovane regista italiano, Fabio Mollo, ambientato in Calabria; e proseguirà con i film “Almanya” di Yasemin Samdereli, regista e sceneggiatrice tedesca di origine turca (22 marzo), “Timbuctù” di Abderrahmane Sissako, regista nato in Mauritania, che ha studiato cinema a Mosca e attualmente vive in Mali (19 aprile), e infine “La Vergine giurata” di Laura Bispuri, splendido film che esplora la dimensione umana posta in tensione tra culture tradizionali e modernità (24 maggio).

Dopo anni di presenza, in occasione del Festival di Venezia, alla Casa del Cinema di Venezia con proposte di film aperte alla città, che esplorassero tematiche etiche, ambientali e non ultimo di dialogo interreligioso, la stessa direzione della Casa del Cinema veneziana ha proposto di organizzare insieme un ciclo di film nel corso dell’inverno. Così il Centro Culturale Palazzo Cavagnis, il SAE veneziano e l’Associzione Protestante cinema Roberto sbaffi, hanno proposto un ciclo di film che mettesse al centro i cambiamenti culturali che stanno avvenendo ovunque nel mondo. Infatti nella presentazione del ciclo si legge: «Le migrazioni hanno segnato da sempre la storia dell’umanità, provocando movimenti di popoli, culture e cambiamenti talvolti radicali. In questi anni abbiamo sempre più l’impressione di vivere le nuove migrazioni con preoccupazione e paure di “invasioni barbariche”.. E’ davvero così? Ovvero si può vedere questi cambiamenti come qualcosa di positivo che ci stimola e ci mette in movimento?».

Ed è proprio il cinema, con sua capacità di coinvolgere emotivamente e intellettualmente, che può far scorgere, in fenomeni che fanno paura, un’umanità ricca con la quale aprire un dialogo. Non semplice, ma ricco e fecondo. Tutte le proiezioni sono gratuite e saranno seguite da un momento di dialogo e discussione tra il pubblico e persone che con le loro esperienze e vite potranno arricchire il dibattito.


Tratto da GENTE VENETA, n.11/2017

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