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GENTE VENETA | Attualità | Archivio

Martedi, 7 Marzo 2017

Trenta universitari da Venezia a Belgrado per aiutare i migranti bloccati nei magazzini


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ono una trentina di studenti universitari, quasi tutti legati alla Pastorale universitaria di Venezia. I primi partiranno giovedì 16 marzo per Belgrado; altri daranno loro il cambio in altri tre viaggi, nelel settimane successive. Hanno un obiettivo: portare aiuto alle migliaia di profughi bloccati a Belgrado da qualche mese.

Nella capitale della Serbia la situazione in cui si trovano costretti a vivere i migranti è precaria e vergognosa. Famiglie composte anche da molti bambini e anziani sono bloccate al gelo con temperature registrate nelle scorse settimane fino a -22 gradi. Le autorità serbe hanno espulso dal centro cittadino di Belgrado migranti e volontari, che ora si trovano a dover vivere in alcuni magazzini fatiscenti appena fuori dalla città.



One Bridge To Idomeni, Onlus in fase di costituzione nata a Verona, sostiene Hot food Idomeni, associazione inglese che garantisce ogni giorno almeno 2.000 pasti a tutti gli uomini, donne e bambini che non hanno trovato posto all'interno di strutture adeguate. Dall’Italia si organizzano spedizioni di volontari con l'obiettivo di fornire materiali di prima necessità e sostenere il lavoro della cucina di Hot Food.

La Casa Studentesca Santa Fosca del Centro di Pastorale Universitaria di Venezia sta collaborando con One bridge to Idomeni per organizzare nelle prossime settimane delle missioni di volontari in partenza da Venezia e contribuire alla raccolta fondi per provvedere ai bisogni primari delle persone abbandonate a Belgrado.

Gli studenti che hanno dato disponibilità sono 27 della Casa Santa Fosca di Venezia (Cannaregio 2372) e due della Casa San Michele di Mestre (via Carducci), oltre a qualche giovane amico.

Prima di partire, gli universitari organizzano un'iniziativa di autofinanziamento: “una mela al giorno – Aperitivo solidale”, che si terrà mercoledì 8 marzo, alle ore 18.30 nel patronato del Tolentini (Scuola dei Laneri). Il ricavato sarà totalmente devoluto ai migranti bloccati a Belgrado, per garantire loro una colazione a base di frutta nonché altri generi di prima necessità.


Tratto da GENTE VENETA, n.10/2017

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