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GENTE VENETA | Società e cultura | Archivio

Venerdi, 24 Febbraio 2017

Venezia, mostra nella chiesa di San Lio: «Per un Carnevale che è bellezza»


L

a bellezza esteriore come espressione della gioia interiore. È questo ciò che esprime la nuova mostra-installazione Fabrica Ecclesiae ovvero “Vestire lo Spazio”, allestita presso la chiesa di San Lio a Venezia e presentata al pubblico nella mattina di sabato 11.

L’installazione, a cura di don Gianmatteo Caputo, direttore dell’Ufficio per la pastorale del turismo e dei beni culturali, è stata realizzata per offrire un momento di riflessione all’interno del carnevale, quest’anno basato sul tema “Vanity Af-faire”.



«Quando il direttore artistico del carnevale, Marco Maccapani, mi comunicò che il tema del carnevale di quest’anno si sarebbe basato sulla vanità, mi trovai in difficoltà non sapendo come poter parlarne in chiesa», afferma don Gianmatteo. «Iniziai a pensare al concetto di vanità affermatosi già nel XIV secolo nel modo in cui è inteso oggi, ovvero come vanagloria, esaltazione del prestigio personale e della bellezza esteriore. Un termine che nel libro del Quoèlet assumeva invece il significato di “vuoto”. Non a caso oggi si pensa che dietro la vanità ci sia il nulla».

Un tema, quello della vanità, che ben si esprime nel periodo del carnevale quando lo sfarzo ne diviene massima espressione. Questo però non avviene in chiesa: «La bellezza esteriore - spiega don Gianmatteo - è riflesso visibile della gioia interiore. La chiesa infatti si fa bella soprattutto durante le feste di culto cittadine, come la Salute e il Redentore, ma anche per le feste liturgiche e per i sacramenti».
L’installazione presente in chiesa consiste in un video inedito dell’artista e arch. Angela Colonna che spiega e sintetizza il lavoro dell’antica tessitura Luigi Bevilacqua.

Nello specifico il video descrive la realizzazione del pregiatissimo soprarizzo, un velluto interamente realizzato a mano con telai del ’700 con cui negli anni ’60 sono stati realizzati i drappi che ogni anno in occasione della Madonna della Salute ornano la Basilica.

Il video, attraverso le voci narranti di alcune tessitrici, in particolare quella di Mariella, tessitrice storica entrata alla Bevilacqua a 12 anni e con 54 anni di lavoro alle spalle, racconta il lavoro come espressione artistica. Oltre a mostrare i telai e gli ambienti di produzione dell’antica tessitura, il filmato mostra anche la “vestizione” delle colonne che ogni anno avviene in basilica in prossimità della festa della Madonna della Salute «Ogni anno vado sempre in basilica, tra quelle colonne c’è anche la mia» dice Mariella nel filmato.

«Per realizzare il progetto sono stata per tre mesi alla Bevilacqua, mi è sembrato di tornare indietro nel tempo, almeno di 100 anni» afferma la pugliese Angela Colonna, giunta a Venezia circa 20 anni fa, quando presso lo Iuav iniziò il percorso di studi in architettura.
Oltre al video, in chiesa sono esposti uno degli autentici drappi che ornano la basilica della Salute e le messe in carta, i disegni originali che fungevano da modelli per la realizzazione del tessuto. L’installazione è frutto del provvidenziale incontro che don Gianmatteo ha avuto con Angela che aveva chiesto in patriarcato il permesso per girare un video all’interno della chiesa della Salute durante la “vestizione” delle colonne.

Entrati in chiesa, subito si percepisce il profumo dell’incenso e di alcune essenze: questo per far capire quanto i cinque sensi, che piano piano si sensibilizzano durante la visita, siano fondamentali nell’atto della celebrazione eucaristica.

Proprio per sottolineare quanto l’arte e il colore siano testimonianza di fede, in chiesa sono inoltre esposte 50 icone provenienti dal museo diocesano di Sant’Apollonia. Due i temi scelti: quello mariano e quello dell’incarnazione che si fa esplicito nella figura di Cristo.
Ogni giorno, alle 12 e alle 15, sarà possibile partecipare alla visita guidata delle icone, tenuta dell’esperta Ilina Udrea. La visita sarà occasione per approfondire la tradizione e l’arte orientale russa ma anche i temi iconografici ed iconologici presenti nelle icone. Inoltre la guida, con l’ausilio di un video, illustrerà i materiali e le tecniche con cui si realizza la scrittura, cioè la realizzazione delle icone.

La mostra-installazione ad ingresso libero, promossa e realizzata dall'Ufficio beni culturali e turismo del Patriarcato di Venezia grazie a Vela, è aperta tutti i giorni, escluso lunedì 20, fino al 28 febbraio con orario 10.30 - 16.30.

Francesca Catalano


Tratto da GENTE VENETA, n.7/2017

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