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GENTE VENETA | Primo Piano | Archivio

Venerdi, 17 Febbraio 2017

Ester, evangelizzatrice di strada a Venezia: «Prima Dio, dopo tu e dopo io»


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rima Dio, dopo tu e dopo io. Il motto di Ester Maria Lazo ha convinto il marito a sposarla. E a persuaderlo del fatto che evangelizzare per le calli veneziane fosse davvero una missione per lei.

La testimonianza di Ester arriva nel momento in cui si rinnova, sabato 25 febbraio nella zona di Rialto, l'evangelizzazione di strada. Il programma prevede l'accoglienza degli evangelizzatori, alle ore 16.30, nella chiesa di San Cassiano. Dalle 17.30 alle 18.30 ci sarà un incontro di formazione, cui seguirà l'Eucaristia in San Giovanni Elemosinario. Una frugale cena, dalle 19.30, sarà seguita dal conferimento dell'incarico agli evangelizzatori e dall'inizio, attorno alle 21.30, della testimonianza. L'evangelizzazione terminerà alle 2. Chi volesse aggregarsi telefoni al cell. 338.208.10.83.



Riprende Ester: «Mi diceva: “Non puoi andare in giro a dire alla gente che Dio esiste, come fanno i testimoni di Geova!”»: cita il consorte la cinquantenne d’origini cubane, trapiantata nel sestiere di Castello, a Venezia, da 17 anni. «Ma la mia caparbietà nel mettere il Signore al primo posto l’ha fatto ragionare...» fino al punto da metterle l’anello al dito.

«Dopo la mia forte conversione al cattolicesimo, avevo deciso di affrontare le cose e di lasciarlo» confida la donna. «Non potevo più stare con lui senza sposarlo. In quel periodo difficile della mia vita, una signora incontrata durante l’adorazione del Santissimo mi aveva consegnato un libricino di messaggi che la Madonna aveva trasmesso a una suora. A casa, in divano, l’ho aperto a caso. Maria diceva: “Non ti è lecito vivere con quella persona”. Sono rimasta di stucco. Il messaggio era chiaro ed era per me. Anche se nella mia condizione personale e sociale non sarebbe stato facile lasciarlo, grazie alla vicinanza di Maria ho avuto il coraggio di affrontare la situazione. Allora ho detto al mio convivente: “O ci sposiamo o non possiamo stare insieme. Prima Dio, dopo tu, dopo io”».

Un anno e otto mesi di discussioni con il compagno, poi i fiori d’arancio per il colpo di scena finale. Nel mezzo le fatiche di far capire al fidanzato l’importanza della sua missione come “Luce nella notte”, «ma ho continuato a mettere “prima Dio, poi lui e poi io”, e ha compreso quanto per me fosse importante».

«Quando ho conosciuto gli evangelizzatori di strada di Venezia - racconta Ester - neanche io mi sentivo pronta. Ero attratta dalla cosa bella che facevano con gli sconosciuti. Ma mi sentivo timida e avevo paura di non sapere cosa dire a chi incontravo. Allora ho cominciato aiutando in mensa. Due anni dopo mi sono fatta coraggio. E ora sono più di sette anni che partecipo».

Ci sarà anche lei, sabato 25 febbraio, tra le Luci nella notte, i giovani che in occasione dei festeggiamenti per il carnevale si apposteranno nei crocevia più frequentati dalla movida veneziana per fermare i passanti e dir loro quanto Gesù li ami. «A carnevale troviamo persone che vogliono divertirsi senza pensare a niente. Ed è difficile, perché tanti, pur essendo credenti e praticanti, sono infastiditi dal fatto che ti avvicini».

Gli evangelizzatori come Ester, a due a due, si fanno allora coraggio e tentano l’approccio. Uno comincia a parlare e l’altro prega per la buona riuscita dell’incontro. «Tante volte ci dicono: “Cosa ci state a fare qui? Venite con noi a bere”. Io rispondo: “No, vieni tu con me: ti farò conoscere chi ti può dar pace e poi, forse, ti sentirai meglio”. E li accompagnamo in chiesa, davanti a Gesù Eucarestia».
«Come scelgo chi fermare?» riflette Ester. «In realtà non facciamo alcuna distinzione: partiamo verso qualcuno, facendoci coraggio a vicenda. Il fatto è che il volto di Cristo ha diverse sfumature, non importa se sia vestito in maschera o meno».

Giulia Busetto


Tratto da GENTE VENETA, n.7/2017

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