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GENTE VENETA | Venezia e isole | Archivio

Venerdi, 17 Febbraio 2017

Venezia, un panda più che una città. Manifestazione venerdì 17 alla Salute


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uello che comincia domani non è più il nostro Carnevale: è una macchina mangiasoldi per spennare i turisti 11 mesi su 12: il solo mese di tregua per noi è gennaio. Per far girare la macchina mangiasoldi al massimo, bisogna svuotare Venezia dei suoi cittadini e la missione è quasi compiuta. Quasi... ma noi non ci stiamo, non intendiamo rassegnarci a fare le valigie».



E' la motivazione con cui il gruppo #Veneziamiofuturo organizza una manifestazione per oggi venerdì 17 febbraio, alle 16.30 sul sagrato della chiesa della Madonna della Salute, «che fu eretta dai nostri avi – continuano i promotori - quando la popolazione della città precipitò da 143.000 a 98.000 abitanti, nel 1630, per scongiurare altre epidemie».

L'iniziativa si intitola “Venezia, un pesce di nome Panda?”. La ragione è resto spiegata: «I Veneziani sono una specie in via di estinzione? Anche il panda gigante lo è stato; la buona notizia è che non lo è più. Simbolo della protezione della natura nel mondo intero, il panda gigante era minacciato di estinzione. Nel 2016, è stato ritirato dalla categoria come specie in “pericolo”».

Perciò, «alla vigilia del Carnevale che non è più nostro, rivendichiamo il diritto di vivere a Venezia, la nostra resistenza alla speculazione che vorrebbe cacciarci da questa città per far posto alla monocultura turistica che tutto vuole inghiottire, la nostra capacità di fornire soluzioni ai problemi sollevati».

«Oggi siamo rimasti in 54.600», conclude nel suo appello #Veneziamiofuturo: «Un nuovo slancio è necessario, con la stessa energia che nel 1630 permise alla città di rinascere dopo l'epidemia. Facciamo appello alla solidarietà del mondo intero, perché Venezia, con i suoi abitanti e la sua cultura unica, è patrimonio dell'umanità e non la proprietà privata di qualche lobby».


Tratto da GENTE VENETA, n.7/2017

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