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GENTE VENETA | Economia e Lavoro | Archivio

Venerdi, 10 Febbraio 2017

Mutuo casa: come veder ridotta la rata da 700 a 500 euro al mese


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uasi 200 euro in meno di rata del mutuo al mese, senza spese aggiuntive, così, da un giorno all’altro: un piccolo tesoretto che può far comodo a una famiglia magari per pagare, a settembre, lo spazio cuccioli del bimbo più piccolo o, già oggi, i buoni mensa della figlia più grande.

Non un sogno per pochi, ma una realtà concreta per molti: la “rinegoziazione”, cioè la modifica delle condizioni contrattuali del mutuo, e la “surroga”, cioè il trasferimento del mutuo a un’altra banca a costo zero, sono infatti norme già inserite da tempo nel Decreto Bersani, quello sulle liberalizzazioni del 2007.



A raccontare come davvero sia possibile risparmiare ogni mese tutti questi soldi è una trentenne mestrina che preferisce restare anonima. «Un giorno mio marito – dice – sente da qualche parte che c’è questa possibilità di ritrattare con la banca il proprio mutuo. All’inizio siamo scettici: pur cercando di informarci sempre al meglio, non ne abbiamo mai sentito parlare. Ci diciamo che forse possono esserci dei vincoli o qualcosa da pagare, una penale. Alla prima occasione in banca, però, anche se siamo lì per altre operazioni, chiediamo informazioni e scopriamo che è un nostro diritto rinegoziare le condizioni».

Una sorpresa non da poco: la giovane coppia, che aveva contratto un mutuo di circa 100mila euro, a un tasso fisso di oltre il 5%, per 25 anni, vede la rata mensile precipitare dagli oltre 700 euro netti precedenti agli attuali 500, il tasso fermarsi a poco più del 3%.
Un risparmio di ben 48mila euro, facendo il conto dei 20 anni di mutuo che restano ancora da pagare. E un’ulteriore conferma di come a pesare sulle rate, più che il valore capitale, siano in realtà i tassi di interesse. «Siamo rimasti allibiti – prosegue – non ci abbiamo creduto finché non l’abbiamo visto nel conto corrente».

In sostanza con la rimodulazione vengono offerte le stesse condizioni che si offrirebbero se si accendesse il mutuo oggi. «Si può rinegoziare il mutuo – spiega Simone Schiesaro, direttore territoriale del Veneto di Crédit Agricole FriulAdria – sia allineandolo a un tasso inferiore, sia andando a rimodularne la vita residua, allungandolo cioè nel tempo, proprio per diminuire la rata. La convenienza dipende dal momento in cui è stato fatto il mutuo». Mutui a tassi fissi fatti 5 o 6 anni fa potrebbero essere lontani dalle condizioni attuali e allora c’è un vantaggio a rinegoziarli.

«Per mutui più recenti a tasso variabile, invece – continua – con spread in linea con quelli di oggi, questo vantaggio non c’è: è difficile fare meglio di un mutuo a tasso variabile con Euribor a 0,99%, come fatto ad esempio dalla nostra banca qualche anno fa. Di questi mutui, con questo spread fuori mercato, ne abbiamo fatti migliaia. Se, però, non si riesce a ridurre la rata e ad agevolare il cliente toccando il tasso, si può ottenere lo stesso risultato allungando il mutuo».

Stanti queste premesse, tutti i mutui possono essere rinegoziati: il cliente deve farne richiesta al proprio istituto di credito che valuterà se accoglierla o meno. La banca, insomma, non è obbligata, ma per tenersi stretto il cliente è spesso pronta a rimodulare l’offerta. Magari, come nel caso della trentenne mestrina, offrendo qualche servizio in più, un fondo di accantonamento o una pensione integrativa, ma – sia chiaro – senza alcun obbligo di adesione.



«In questi anni – aggiunge il direttore territoriale – abbiamo avuto sia surroghe, sia richieste di rinegoziazione a cui abbiamo dato seguito, soprattutto nel mondo del tasso fisso. Se i tassi salgono, il tasso fisso ti agevola, ma se scendono il tasso fisso può non essere più quello migliore. Il mutuo ha subito un’evoluzione: non è più un prodotto statico, ma molto mobile».

Lo strumento della rinegoziazione, comunque, pare conosciuto dai cittadini, almeno dall’osservatorio di Crédit Agricole Friuladria. «La gente sa – conclude Schiesaro – che può rimodulare le condizioni, è prassi conosciuta. La rinegoziazione era più diffusa qualche anno fa, quando i tassi erano in diminuzione, rispetto a oggi che sono prossimi allo zero. Ma ci sono ancora tante persone che la chiedono. In alcuni casi, con famiglie che magari attraversavano qualche difficoltà economica, siamo stati noi stessi a proporla, per tenere il mutuo in regolarità e andare incontro alle loro esigenze».

Un atteggiamento etico e positivo, quello di chiamare i propri clienti e offrire condizioni di mutuo più vantaggiose, che, se diffuso, pur andando a toccare gli interessi delle banche, servirebbe, forse, a restituire ai clienti una buona dose di fiducia negli istituti di credito, ridando inoltre un po’ di respiro alle famiglie. Fiducia e respiro di cui c’è un gran bisogno.

Chiara Semenzato


Tratto da GENTE VENETA, n.4/2017

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