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GENTE VENETA | Diocesi | Archivio

Domenica, 22 Gennaio 2017

E' morto don Giorgio Bagagiolo, prete sulle frontiere della carità. Giovedì i funerali


E'

stato un prete di frontiera, schietto e generoso, che ha aperto vie nuove alla carità. E' tornato sabato 21 sera, alla Casa del Padre, don Giorgio Bagagiolo.

93 anni anni e mezzo, don Bagagiolo è stato uno dei sacerdoti veneziani più vivaci e motivati sul versante della carità. Era nato il 6 luglio 1923 in calle San Giovanni in Laterano, ai Ss. Giovanni e Paolo, a Venezia, in una famiglia decisamente credente e praticante.



Ricordava spesso che suo padre gli diceva “meglio un buon cristiano che un cattivo prete”. E questa tensione a essere un ottimo prete l'ha sempre avuta.

Fu ordinato prete neanche 23enne, con una dispensa vaticana per la molto giovane età, dal card. Patriarca Piazza. Ed è il card. Piazza che lo prega di rimanere per due anni cappellano a S. Stefano. Il fatto è che, prima dei due anni, il cardinale viene trasferito a Roma e don Giorgio a Santo Stefano ci resta sì, ma per undici anni.

Poi, due patriarchi dopo, è il card. Roncalli a volerlo come parroco, a San Giuseppe di Castello.

Una comunità difficile, in tempi in cui le contrapposizioni tra comunisti mangiapreti e credenti e, soprattutto, presbiteri, erano forti. Don Giorgio ricordava di non aver avuto paura e di aver lanciato una sfida, facendo dire al sacrestano che il nuovo parroco sarebbe andato in giro dappertutto per le calli, pronto a rispondere a qualunque provocazione. Ma la sua franchezza ebbe la meglio e si attirò simpatie; tanto che don Bagagiolo ricordava la stagione di San Giuseppe di Castello come quella più bella dal punto di vista pastorale.

Poi, nel 1966, arriva la nomina a parroco di San Trovaso. Ed è qui che don Giorgio si trova nel bel mezzo di uno degli episodi più contrastati della storia recente della Chiesa veneziana: la chiusura, nel 1974, della Comunità studentesca.

Gli anni sono quelli vivaci, entusiasmanti e burrascosi della contestazione giovanile e della ricezione, anch'essa entusiastica ma tra i contrasti, del Concilio. A San Trovaso, dal 1972, si ritrova un folto gruppo di universitari che riflette su fede e politica, legge a fondo la Parola e aggiorna le liturgie al suono delle chitarre, cerca di capire se Marx c'entri con Gesù e discute dei temi culturali del momento.

Una cosa del genere non suscita solo entusiasmi, ma anche perplessità e forti critiche nel mondo ecclesiale. E' come se, per due anni, don Giorgio si caricasse il fardello delle tensioni, sempre a rischio che la misura sia colma. Cosa che, a un certo punto, succede.

Arriva il referendum sul divorzio della primavera 1974 e, poco prima del voto per l'abrogazione della legge Fortuna-Baslini che istituiva il divorzio stesso, dalla Comunità esce un documento che distingue l'indissolubilità del sacramento nuziale per i credenti dalla possibilità, per chi non vi crede, di ricorrere alla legge.

Una posizione che contrasta con quella dei vescovi italiani, che sono per l'abrogazione della norma. Così il Patriarca Luciani decide di intervenire. E lo fa sciogliendo la Comunità studentesca di San Trovaso.

Una decisione che contraria e amareggia fortemente don Giorgio, convinto che così si possa solo perdere un folto gruppo di giovani in cerca di un senso per la propria vita. Ma l'obbedienza, sia pure a malincuore, prevale.

Poi arrivano gli anni dell'impegno con gli ultimi: prima è chiamato dal Patriarca Marco a guidare la neonata mensa per i poveri Betania, a Cannaregio. Poi arriva un'altra frontiera: quella dei Rom e dei Sinti. Don Giorgio, per una decina d'anni, ne diviene assistente e ne accompagna la quotidianità, nel tentativo di addolcire le asperità della convivenza con la città di Mestre. E' anche assistente, dal 1990 al 2000, della sottosezione veneziana dell'Unitalsi.

Gli ultimi anni don Giorgio Bagagiolo li ha trascorsi ospite della Casa Card. Piazza e, ultimamente, nella casa di riposo dell'ospedale Fatebenefratelli a Cannaregio, via via indebolito nel fisico, ma con una schiettezza e propensione all'amicizia confidente immutata.

I funerali di don Giorgio saranno presieduti dal Patriarca Francesco, giovedì 26 alle ore 9.30, nella chiesa della Madonna dell'Orto.

Giorgio Malavasi
Tratto da GENTE VENETA, n.3/2017

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