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GENTE VENETA | Primo Piano | Archivio

Giovedi, 1 Dicembre 2016

Materne paritarie: la Legge di stabilità raddoppia il contributo a 50 milioni


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rrivano novità positive per le scuole dell’infanzia paritarie dalla Legge di stabilità 2017. La Camera dei Deputati, infatti, ha approvato il testo lunedì 28 novembre, con 290 voti favorevoli e 118 contrari. Il Disegno di legge approderà al Senato per la seconda lettura solo nella settimana dopo il voto sul Referendum costituzionale, a partire da martedì 6. E i risultati ottenuti alla Camera andranno difesi e possibilmente incrementati, pur nel clima surriscaldato che si annuncia dopo il Referendum.

Diversi gli interventi a favore della scuola, a partire dai 140 milioni per il 2017 e 400 per il 2018 destinati all'incremento del corpo docente. Altri 128 milioni per il 2017 riguardano, poi, il piano straordinario per i lavori negli edifici scolastici. Per le scuole dell’infanzia paritarie la strada era tutta in salita, dopo che una buona parte dei fondi promessi da Renzi durante la sua visita a Treviso era stata dirottata su altri capitoli, tra cui le detrazioni a favore di tutte le scuole paritarie. Grazie al lavoro in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, però, e agli emendamenti approvati la settimana scorsa e presentati dall’on. Simonetta Rubinato, i fondi sono stati incrementati e sono state approvate anche delle norme che danno nuove opportunità alle scuole paritarie.



«La prima buona notizia – annuncia la parlamentare del Pd – riguarda il nuovo fondo destinato alle scuole dell’infanzia non statali, che è stato portato da 25 a 50 milioni di euro. Questa misura, valida per l’anno 2017, potrà, d’intesa con il ministro Maria Elena Boschi, essere ulteriormente migliorata nel passaggio al Senato, dando così seguito all’impegno che lo stesso premier Matteo Renzi si era assunto incontrando in ottobre i vertici della Fism Veneto, con il loro presidente Stefano Cecchin, a Treviso».

Si tratta di risorse che si aggiungono ai 500 milioni già previsti nel bilancio dello Stato e ai 25 milioni stanziati per il sostegno agli alunni disabili che frequentano le paritarie, portando complessivamente i contributi a disposizione nel 2017 di tutto il sistema paritario nazionale a 575 milioni di euro.

Il testo della legge di Bilancio contiene altre due norme importanti, approvate sempre su iniziativa dell’on. Rubinato. La prima riguarda la possibilità anche per le scuole paritarie, facenti parte del sistema nazionale dell’istruzione, di accedere finalmente al Pon (Programma operativo nazionale) istruzione 2014/2020 (che vale 240 milioni di euro). «In questo modo – spiega la deputata – confidiamo di dare soluzione ai problemi che si sono verificati con il bando denominato “Scuola al centro” dal quale, nonostante l’intervento in corsa del ministro Giannini che aveva fatto apportare alcune modifiche, le scuole non statali sono rimaste completamente escluse».

Infine, con il terzo emendamento approvato, sono cambiate le modalità operative dello “School bonus” introdotto con la Buona Scuola. Le erogazioni liberali, per le quali è previsto un credito d’imposta al 65%, invece che in un fondo nazionale, potranno essere versate dal donatore direttamente alla scuola paritaria prescelta, che poi dovrà versare il 10% dell’importo al fondo nazionale di solidarietà attualmente previsto. In questo modo sarà semplificata la procedura e affluiranno nuove risorse alle scuole.

«Questi provvedimenti sono un passo ulteriore sulla strada della parità scolastica – commenta Stefano Cecchin della Fism Veneto -, nella direzione di una svolta culturale, che potrebbe finalmente mettere il nostro Paese sulla stessa carreggiata degli altri paesi europei. Era necessario dare un segnale di sostegno alle scuole materne e di ulteriore attenzione ai bambini disabili. Come Fism ringraziamo quanti, nel Governo e in Parlamento, in particolare l'on. Simonetta Rubinato e il viceministro all'Economia Pierpaolo Baretta, si sono impegnati per garantire maggiori risorse e interventi concreti sul fronte della libertà di scelta educativa. Ci attendiamo che anche il passaggio al Senato segni ulteriori passi in questa direzione». (C.A.)


Tratto da GENTE VENETA, n.46/2016

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