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GENTE VENETA | Approfondimento | Articolo di riferimento

Giovedi, 16 Febbraio 2006

La nuova Marghera del ponte strallato


C

ompare all'orizzonte, tra i profili delle grandi fabbriche della zona industriale. La sua leggerezza sembra sdrammatizzare un po' l'impatto degli edifici della Porto Marghera che si protende verso la città. Il ponte "strallato", quello ad un unico pilone cui sono legate le funi d'acciaio dette "stralli", è ormai completato; ma per vederlo trafficato da camion e automezzi pesanti bisognerà attendere ancora qualche mese, il tempo di realizzare i collegamenti alla viabilità esistente. La sua funzione è quella di collegare l'importante arteria di via dell'Elettricità con via del Commercio e via dell'Azoto, valicando il canale industriale Ovest e consentendo al traffico su gomma di non intralciare quello su rotaia del parco ferroviario, e viceversa. Per liberare via Fratelli Bandiera. Il Piano particolareggiato del Traffico Urbano per la Municipalità di Marghera ha già da tempo individuato nella zona via Fratelli Bandiera - via dell'Elettricità uno snodo congestionato e pericoloso. Senza il ponte, i camion che escono dall'isola portuale (cioè da via dell'Azoto e da via del Commercio) hanno davanti due opzioni: proseguire a sinistra per via delle Macchine e via dell'Elettricità riversandosi in tangenziale, oppure uscire in via Fratelli Bandiera per transirarla verso sud, in direzione dell'Interporto, delle aree industriali o della Dogana. Via Fratelli Bandiera, percorsa per l'80% da veicoli leggeri e per il 20% da traffico pesante, con l'ausilio del ponte strallato potrebbe tornare a rappresentare, per Marghera, una strada urbana di nome e di fatto, percorribile in sicurezza da parte delle biciclette e meno pericolosa per i pedoni. I camion infatti, attraversando il ponte, avrebbero accesso a via dell'Elettricità, che diventerebbe così la vera arteria Nord-Sud da e per la zona industriale al posto di via Fratelli Bandiera, ma anche per il traffico da e per Mestre centro. 20 milioni di euro. Il ponte, terminato nel 2006 il riammodernamento stradale di via dell'Elettricità, da poco iniziato, rappresenterà a breve un punto di partenza visibile e bello per la riqualificazione di un'intera area. Il manufatto è stato commissionato dall'Autorità Portuale di Venezia nel 2002, per un totale di circa tre anni di lavoro e venti milioni di euro. La tecnologia che sostiene il ponte, infatti, ha richiesto studi specifici e ha comportato alcune difficoltà, per vincere la sfida di realizzare un manufatto che può sopportare uno sforzo di centinaia di tonnellate mantenendo eleganza e leggerezza. 18 stralli sulla pila inclinata. La pila centrale, che sostiene l'impalcato attraverso diciotto stralli formati ciascuno da decine di "trefoli" (come i fili della fune), è alta settantacinque metri ed ha la particolarità di essere inclinata di 19° dalla verticale. Il ponte, invece, è lungo nella sua parte aerea 425 metri ed ospita quattro corsie di marcia. Materiale innovativo e tecnologia di eccellenza anche le travi dell'impalcato aereo, realizzate in acciaio "corten" che con l'ossidazione naturale forma una patina autoprotettiva che ben resiste all'aggressione dell'acqua salmastra e di eventuali agenti chimici. Per un'ulteriore protezione e per un risultato estetico migliore, infine, le stesse travi sono state ricoperte da pannelli in acciaio inox e poliuretano. Per ora lo spettacolo è solo da guardare da lontano. Bisognerà attendere un altro anno per completare l'asfaltatura, l'illuminazione e i collegamenti con gli assi viari. Elisa Tubaro
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