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GENTE VENETA | Approfondimento | Articolo di riferimento

Giovedi, 22 Novembre 2012

La ricetta segreta del signor Zampironi


E

pensare che Galeno, il maestro per mille e più anni della medicina mondiale, spiegava che il piretro era ottimo, mescolato all'aceto, per agevolare l'estrazione di un dente...
Già, la polvere ricavata dai fiori di piretro, una specie di margherita originaria del Caucaso e che aveva in Dalmazia il suo habitat preferito, è stata riconosciuta come ottimo rimedio contro le zanzare solo attorno al 1840. Da ciò si capisce come Gio Batta Zampironi abbia avuto una sollecita intuizione destinando, già dal 1862, gran parte delle sue energie alla produzione e alla vendita di un insettifugo a base di piretro.
Oggi largamente coltivato in Africa (il Kenya ha il 70% della produzione mondiale), il fior di piretro – seccato e bruciato - agisce sulle cellule nervose degli insetti fino a provocarne, se in alte concentrazioni, convulsioni e paralisi. E perfino la morte. La tossicità per l'uomo – spiega Roberto Stevanato in un saggio del volume dedicato a Zampironi – è però trascurabile finché le quantità di fumo sono modeste.
La formula usata da Giovanni Battista Zampironi per il suo prodotto è rimasta segreta ed è stata comunque modificata più volte negli anni. In sostanza, comunque, veniva miscelata polvere di piretro (50%), nitrato di potassio (35%) per favorire la combustione, leganti e addensanti (15%), come la polvere di radice di altea e la gomma adragante.
La piramide insettifuga di Zampironi era alta 3,5 centimetri e pesava 2,5 grammi; bruciava in un paio di minuti. Risale invece al secondo dopoguerra la forma a spirale - ancora oggi consueta – data al prodotto per cacciare le zanzare. (G.M.)
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